ANNO 27 n° 282
Chiusura tribunale Montefiascone E' guerra tra sindaci e avvocati

MONTEFIASCONE – I sindaci di 25 comuni della Tuscia, con una popolazione complessiva di oltre 75.000 mila abitanti, sono pronti a fare le barricate per difendere “con le unghie e con i denti” la sopravvivenza della sede distaccata di Montefiascone del tribunale di Viterbo.

E’ quanto sostiene il sindaco della cittadina falisca Andrea Danti, che di mestiere fa l’avvocato, in una dura invettiva contro il consiglio dell’Ordine degli avvocati di Viterbo, reo di aver emesso una delibera con la quale chiede appunto la chiusura del tribunale di Montefiascone. Un provvedimento che Danti non esita a definire “inammissibile, gravemente scorretto e infondato nel merito”.

Dopo aver precisato di non aver ancora ottenuto la copia della delibera in questione, sebbene formalmente richiesta dall’inizio del mese, Danti spiega perché sarebbe inammissibile, gravemente scorretta e infondata nel merito.

“E’ inammissibile – sostiene - in quanto la materia non è competenza dell’Ordine degli avvocati; è gravemente scorretta in quanto nell’assemblea degli iscritti del 29 ottobre scorso, per le sezioni di Montefiascone e di Civita Castellana era emersa la volontà maggioritaria degli iscritti di mantenerle entrambe in attività, anche se l’argomento era stato rinviato ad una successiva assemblea che non si è mai tenuta; infondata nel merito in quanto non si risolvono i problemi della sede di Viterbo sopprimendo quelle periferiche”.

“L’associazione di categoria degli avvocati di Viterbo – conclude Danti – svolga il suo compito senza sconfinare in campi che non le sono propri e che, probabilmente, neanche conosce. Se, invece la richiesta dovesse essere confermata, l’ordine sappia che il Comune di Montefiascone, i sindaci del territorio e i cittadini difenderanno in tutti i modi le prerogative del loro territorio”.




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