

VITERBO - Oltre 500 interventi e 1500 visite dal 2005: sono questi i numeri registrati dal centro di Chirurgia dell’obesità dell’ospedale Belcolle di Viterbo, diretto da Vincenzo Bruni, che traccia un bilancio del percorso fin qui realizzato, mettendo a confronto le esperienze di pazienti e operatori.
In questi anni il Centro è progressivamente cresciuto nei numeri e nell’esperienza tanto da essere diventato oggi una delle strutture di riferimento nazionale per questa patologia. Proprio in considerazione dell’attività svolta e del continuo incremento di pazienti, provenienti da tutta l’Italia Centro-meridionale, la direzione generale della Ausl di Viterbo ha deciso di aumentare gli spazi clinici a disposizione della Unità operativa di Chirurgia dell'obesità e dei suoi utenti.
Sabato 20 novembre si svolgerà presso la sala conferenze dell’ospedale viterbese (piano 0) il convegno nazionale “2003 – 2010, Analisi di un percorso. Il post-operatorio: cambiamento di stile di vita e possibili complicanze”. L’iniziativa è organizzata in collaborazione con l'associazione Insieme-Amici Obesi, espressione di un Forum web che raccoglie migliaia di iscritti in tutta Italia e che sarà presente alla manifestazione con il presidente, Marina Biglia.
Durante il convegno gli operatori sanitari, a vario titolo impegnati nel centro di Chirurgia dell’obesità, tratteranno numerosi aspetti, dalla rivoluzione organizzativa legata alla week surgery al follow up psicologico, fino alle indicazioni dietistiche post intervento. L’incontro si chiuderà con il racconto delle esperienze dirette dei pazienti che si sono affidati nel tempo ai professionisti di Belcolle.
L’obesità rappresenta una delle emergenze sanitarie globali: si stima che nel mondo 135 milioni di persone ne siano affette, tanto che l’Organizzazione Mondiale della Sanità (OMS) l’ha indicata tra le priorità sanitarie del terzo millennio. In Italia il tasso di obesità raggiunge il 10% della popolazione, per cui si stima che siano 6 milioni gli obesi patologici in Italia. L’obesità patologica (definita come Indice di massa corporea superiore a 35), oltre che incidere profondamente nel contesto sociale del paziente, ne condiziona pesantemente l’aspettativa di vita, a causa anche delle gravi patologie associate che spesso la accompagnano (ipertensione, diabete, patologie cardiologiche e respiratorie, neoplasie).