

Sono arrivati questa mattina, alla prime luci del giorno, intorno alle 6.30, i nuclei della Guardia forestale dello Stato a Civitella D’Agliano per arrestare il sindaco Roberto Mancini. I militari hanno stazionato davanti allo studio professionale del primo cittadino e davanti al Comune.
All’apertura degli uffici comunali la Forestale è entrata nel palazzo e, secondo quando si apprende per vie ufficiose, avrebbe iniziato ad acquisire carte e documenti. Nello stesso momento alcune pattuglie stazionavano ancora davanti allo studio da geometra del sindaco, che si trova sempre in paese, e che era ancora chiuso.
Il Nipaf di Viterbo sta eseguendo un'ordinanza emessa dal Gip Gaetano Mautone del Tribunale di Viterbo con la quale si dispongono le misure cautelari in carcere a carico di due indagati per corruzione, in pieno accoglimento delle richieste formulate in tal senso dai pubblici ministeri Stefano D'Arma e Fabrizio Tucci della Procura della Repubblica presso il Tribunale di Viterbo. I destinatari del provvedimento sono Roberto Mancini 41 anni, titolare di uno studio tecnico e sindaco del comune di Civitella D'Agliano, e Domenico Chiavarino, 56 anni, imprenditore viterbese già in carcere per l'operazione “Dazio” della scorsa settimana, la quale ha avuto inizio con questa indagine.
Il sindaco, rieletto nelle ultime consultazioni amministrative, dopo essere passato in Questura, sarebbe già stato tradotto al carcere di Mammagialla. I fatti per cui si procede hanno origine da attività d'escavazione di materiale lapideo autorizzate come bonifiche agrarie in località “Pian della Breccia”, nelle campagne del comune di Civitella d'Agliano.
Il Nipaf, ravvisando irregolarità, ha elevato a carico della ditta che stava procedendo agli scavi prima nel 2006 e quindi nel 2008 due sanzioni amministrative per esercizio di cava in assenza di autorizzazione. Ogni sanzione prevedeva un importo variabile tra un minimo di 35mila e un massimo di 350mila euro. La prima sanzione venne archiviata dal comune di Civitella e le motivazioni lasciarono perplessi gli uomini del Nipaf che approfondirono i retroscena della vicenda. Dagli accertamenti ebbe origine un procedimento penale che comportò il ricorso a telecamere nascoste e intercettazioni sia audio sia video in uffici ed in autoveicoli, riuscendo così a svelare il reale iter della vicenda con l'esame di ottantacinquemila conversazioni e migliaia di ore di filmati.
Una seconda sanzione amministrativa del medesimo importo è stata recentemente derubricata dal Comune, che ha configurato la cava abusiva come un'inosservanza della Dichiarazione di Inizio Attività presentata a copertura dell'intervento. Mancini, da quanto appurato nel corso dell'indagine, venne retribuito con oltre ventilima euro da Chiavarino affinchè avvalorasse come bonifiche agrarie quella che in realtà era una vera e propria attività estrattiva. Da ciò è derivato tra l'altro un rilevante risparmio per l'imprenditore, il quale ha potuto omettere tra l'altro di versare le imposte previste dalla normativa e che sarebbero invece confluite nelle casse del Comune.
Da questa mattina sono in corso in provincia di Viterbo e Terni sei perquisizioni di abitazioni, uffici sia pubblici sia privati e numerose escussioni con il sequestro di tutte le pratiche d'interesse, attività coordinata dal NIPAF di Viterbo. Oltre a questo Nucleo, per l'attività odierna stanno operando trenta uomini appartenenti ai Comandi Stazione del Comando Provinciale CFS di Viterbo, con il supporto di personale del NICAF dell'Ispettorato Generale CFS.