ANNO 27 n° 288
CAFFEINA CULTURA

VITERBO - “Giuseppe Mazzini? Una figura scomoda. Un uomo che non è mai sceso a compromessi. Un padre della patria che è stato sconfitto dall’Italia di Cavour e dei Savoia, l’Italia monarchica, l’Italia del compromesso. La “sua” Italia è durata cinque mesi: è stata la straordinaria esperienza della Repubblica Romana, una Terza Roma democratica e repubblicana. Certo, fa riflettere il fatto che nessuno, prima di me, gli abbia mai dedicato uno spettacolo”. Così Edoardo Sylos Labini, attore di teatro, di cinema e televisione, spiega le ragioni di ‘Disco Risorgimento’, spettacolo che porterà, con la regia di Filippo Gili, domani sera a Caffeina Cultura, al festival letterario e non solo che dal 30 giugno al 17 luglio “occupa” il centro storico di Viterbo.

Una città – come ricorda l’attore – che “ha vissuto l’esperienza della Repubblica Romana e ha visto sventolare sul Palazzo dei Papi il tricolore repubblicano”. Sarà un viaggio nell’Italia del Risorgimento attraverso uno dei suoi indiscussi protagonisti, un esperimento di “discoteatro”, all’insegna della mediazione fra musica elettronica, letteratura e recitazione. Un modo per ricordare che Mazzini, come – in campo letterario e artistico – Filippo Tommaso Marinetti, è stato uno dei veri alfieri del “rinnovamento italiano”. Un uomo che viene spesso raccontato triste e solo, ma che in realtà, come ricorda Labini, oltre a “vivere il Popolo, quello con la p maiuscola”, sperava in una “rivoluzione giovane”. Una spinta di rinnovamento da recuperare, perché “è davvero dai giovani che si deve ripartire in questa Italia assopita e deflagrata; e lo dobbiamo fare superando divisioni e schieramenti che non esistono più, e che soffocano le energie di questo paese. Ed è anche per questo che ho subito accolto con grande piacere l’invito di Caffeina, un festival che nasce proprio con questo spirito di “superamento” e di contaminazione”.

Insomma, la lezione di Mazzini, la sua rivoluzione senza compromessi, la sua intuizione della Giovane Italia, la sua insofferenza per “l’Italia di Don Abbondio”, hanno ancora senso. Ed è un senso da riscoprire e rivalutare soprattutto adesso, che ci avviciniamo ai festeggiamenti per i 150 anni dell’Unità d’Italia con uno spirito a tratti poco “risorgimentale”. “E Mazzini – ricorda ancora Sylos Labini – è stato profetico anche in questo: aveva messo in guardia i suoi contemporanei dai rischi del federalismo, convinto com’era che all’Italia appena nata servisse coesione e non disgregazione. Un appello valido ancora oggi: basta vedere come certe forze politiche stanno boicottando i festeggiamenti”.

Appuntamento domani (primo luglio) ore 21,30 a Piazza del Fosso.




Facebook Twitter Rss