ANNO 27 n° 281
Cade il muro di omertà sulla corruzione

Altri amministratori nel mirino della forestale. E' uno scorrere di documenti quello che in questi giorni continua ad impegnare il Nucleo investigativo di polizia ambientale e forestale di Viterbo guidati dal vice questore Marco Avanzo.

La prima fase dell'inchiesta sulla tangentopoli urbanistica ha portato in cella i gestori delle mazzette (Scapigliati, Fatica, DI Cioccio, De Paolis e gli imprenditori Domenico e Dario Chiavarino), per poi concentrarsi sul sindaco di Civitella d'Agliano, Roberto Mancini, e i suoi rapporti con Domenico Chiavarino.

Come riporta il "Corriere di Viterbo" nell'edizione odierna, in quadro investigativo sembra essere ben più vasto di quanto inizialmente appariva. Il quadro iniziale metteva Scapigliati al centro del giro di mazzette: a lui si rivolgevano gli imprenditori perchè lui intercedesse verso i "magnanimi funzionari". Gli agenti della forestale stanno mettendo insieme un numero consistente di elementi per andare a colpire chi si muoveva sopra Scapigliati "e soci".

Le cifre richieste per chiudere le pratiche urbanistiche erano considerevoli e a volte costituivano un consistente impegno economico per chi era chiamato a versare la tangente. Dalle intercettazioni emergono figure che si sarebberto lamentate o addirittura rifiutate di versare la mazzetta, ma puntualmente arrivava il consiglio ad adeguarsi. Un muro di omertà che per anni ha avvolto l'intero sistema dell'urbanistica viterbese e che ora si sta infrangendo sotto i colpi di un preciso lavoro investigativo.

Venerdì mattina il giudice per le indagini preliminari renderà note le proprie decisioni sulle richieste di scarcerazione degli arrestati, ma intanto sono stati già programmati altri interrogatori che dovranno chiarire la posizione di importanti funzionari entrati nel mirino degli inquirenti.




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