ANNO 13 n° 139
Caccia: ''Deleterio il rinnovo annuale''
Il segretario nazionale Ceccarelli chiede l'intervento di Birindelli

VITERBO - Con la modifica dell’articolo 42 del Testo unico delle leggi di pubblica sicurezza (Tulps), avvenuta con la pubblicazione del decreto legge ministeriale “Disposizioni urgenti in materia di semplificazione e di sviluppo”, “a meno che il testo non sia sbagliato e che si tratti di un errore, il rinnovo del porto d’armi per l’uso di caccia dovrebbe essere fatto ogni anno e non più ogni 6 anni come oggi”.

Uno scenario a dir poco caotico. Le conseguenze? Una vera e propria catastrofe. Decine di migliaia di cacciatori che ogni anno dovrebbero recarsi presso la Questura per rinnovare la licenza con conseguente difficoltà e intasamento degli uffici, rinunce allo sport preferito, problemi economici e occupazionali che potrebbero derivare dalla crisi del settore venatorio.

“Dopo la pubblicazione del nuovo decreto legge avvenuta il 9 febbraio scorso sulla Gazzetta ufficiale – informa il Segretario nazionale Anlc Massimo Ceccarelli - l’associazione Libera Caccia e le Federazioni del settore sportivo in una lettera congiunta hanno scritto al Ministro dell’interno Annamaria Cancellieri chiedendo di voler chiarire la modifica dell’articolo 42 Tulps per evitare confusione nell’interpretazione in merito alla durata della validità del porto d’armi per uso caccia e sportivi”.

“L’articolo 13 del decreto – prosegue Ceccarelli – ha approvato la modifica dell’articolo 42 con quale di fatto, si stabilisce che ogni porto d’armi, e quindi la licenza di caccia, dovrà essere rinnovato ogni anno e non più ogni 6 anni: “la licenza ha validità annuale. Una conseguenza inaccettabile per il settore e deleteria per il comparto sportivo venatorio”.

Il segretario nazionale e presidente provinciale Anlc puntualizza inoltre che “è esattamente il contrario della semplificazione che voleva il ministero. Invece di aumentare la validità si accorcia”.

“Il decreto – conclude Ceccarelli - sarà convertito in legge entro 60 giorni. Considerata l’urgenza e l’importanza dell’argomento mi rivolgo all’assessore regionale Angela Birindelli, chiedendo di approfondire con urgenza la situazione e che venga presentato in sede parlamentare un emendamento correttivo alla legge, una rettifica del decreto”.

 

20/02/2012 - 22:26
Lia Saraca



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