

TARQUINIA – Chi è stato sepolto nell’antichissima tomba etrusca dipinta, la più grande mai rinvenuta, emersa dal cosiddetto tumolo della “Regina”? “Un nome certo – dicono gli archeologi – non siamo in grado di farlo”.
Sembra però escluso che possa trattarsi di Demarato da Corinto, il ricco mercante greco ritenuto dalla fonti antiche il padre del re di Roma Tarquinia Prisco. Di certo però la tomba riportata alla luce in queste settimane è opera raffinata di architetti e artisti arrivati dall'oriente, probabilmente da Salamina a Cipro.
Un’altra certezza è che il sepolcro è stato costruito per un Lucumone, un re o comunque un personaggio di grande peso della Tarquinia del VII secolo avanti Cristo. Gli archeologi lo hanno desunto dal'imponenza del tumulo, dalla maestosa gradinata d'accesso, dal piazzale a cielo aperto dov e l'aristocrazia locale si riuniva per celebrare il defunto. Ma soprattutto lo hanno dedotto dalle pitture, i veri gioielli della stupefacente tomba. Si tratta di labili dipinti in nero con i contorni in rosso che evocano forse la forma di un animale, tracciati con tecnica ancora primitiva su un intonaco bianco in gesso alabastrino di rara bellezza.
Al momento è stata scavata l'anticamera della tomba circolare che si estende sul colmo della collina, con un diametro che supera i 40 metri. Per avere elementi certi è necessario arrivare alla camera sepolcrale, ancora celata dal tumulo. Ma per arrivarci occorre una nuova campagna di scavi e, quindi, i fondi. Che al momento non ci sono.