

Riceviamo e pubblichiamo:
Non bastava la diminuzione dei finanziamenti per le opere pubbliche alla Tuscia, ma ancora una volta la Giunta Regionale guidata dalla Polverini si è contraddistinta per un atteggiamento punitivo nei confronti della nostra Provincia. Come nelle peggiori previsioni il piano di riassetto sanitario, caratterizzato da tagli per tutte le strutture ospedaliere della Tuscia, colpisce a morte particolarmente l’ospedale di Acquapendente, un presidio fondamentale per il territorio dell’Alto Lazio e per la nostra cittadina.
I provvedimenti in materia, resi noti ieri, determinano praticamente la chiusura per la struttura ospedaliera di Acquapendente, degradandola a semplice “presidio territoriale di prossimità”. Viene eliminato, dunque, il reparto di medicina lasciando di fatto 8 posti letto che andranno ad esaurimento (cioè verso una progressiva ed inesorabile chiusura); stessa sorte toccherà al pronto soccorso e al laboratorio analisi allo scadere dei contratti quinquennali dei direttori, mentre il reparto di chirurgia e breve osservazione, secondo l’atto aziendale in via di ratifica, saranno di fatto azzerati completamente. Resta soltanto, ma è una magra consolazione, la diagnostica per le immagini e anestesia.
Noi ci chiediamo perché l’esecutore di questo atto aziendale agisca a discapito della salute dei cittadini dell’alta Tuscia, nonostante la spesa sanitaria dell’ospedale acquesiano sia irrisoria nei confronti del deficit sanitario regionale, sapendo ad esempio che il reparto chirurgico dell’ospedale di Acquapendente nel primo semestre 2010 è passato da un deficit di -190.000 euro a - 40.000 euro con un risparmio effettivo per le casse regionali di ben 150.000 euro. Con questo scriteriato atto, i cittadini dell’alta Tuscia rimangono senza la minima copertura sanitaria essendo l’ospedale di Acquapendente l’unica struttura presente nel vasto territorio, come del resto hanno ben sottolineato gli ispettori regionali incaricati, che qualche settimana fa hanno fatto visita al nosocomio acquesiano rimanendo favorevolmente colpiti dalla dignitosa struttura e dal personale presente.
Il Circolo del PD di Bolsena si oppone e si opporrà in ogni maniera ed in tutte le sedi all’attuazione di questo disegno, che determinerà contraccolpi durissimi per la nostra zona, frutto di una operazione pienamente e consapevolmente politica del PDL e delle forze di maggioranza, motivata a parole dalla necessità di risparmio, ma poco credibile in un momento in cui emergono a livello nazionale e locale notizie su spese quantomeno dubbie delle pubbliche amministrazioni.
PARTITO DEMOCRATICO CIRCOLO DI BOLSENA