Biritognolo: "I pubblici esercizi sono diventati il capro espiatorio di ogni malcontento"
Riceviamo e pubblichiamo:
Antonia Biritognolo, Presidente Provinciale della F.I.P.E. non ci sta a far passare per l’ennesima volta i Pubblici Esercizi quali capro espiatorio di ogni lamentela e malcontento. A provocare la ferma reazione della Biritognolo l’ultimo degli articoli stampa, uscito l’11 luglio scorso nel quale le parole dell’Assessore alle Attività Produttive di Civita Castellana, Alessio Alessandrini, sono suonate all’orecchio dell’attento presidente come un rimprovero ingiustificato ai P.E. . Alessandrini lamentava, nell’articolo, la mancata programmazione di una turnazione dei P.E in grado di garantire una copiosa copertura del territorio di Civita Castellana soprattutto per far fronte al turismo, con orari e aperture più flessibili in grado di dare al paese un immagine più viva e consona alle richieste dei clienti, soprattutto in estate. “La pianificazione della turnazione dei P.E. spetta al Comune di competenza-chiarisce la Biritognolo,- c’è una legge che lo prevede, la N° 21 ed i regolamenti successivi, una legge che a quanto pare i vari amministratori continuano ad ignorare, salvo poi incolpare i gestori dei vari malfunzionamenti. La legge 21 prevede che i comuni: procedano ad una programmazione seria nel rilasciare licenze commerciali, in modo da garantire una copertura omogenea del territorio; ad una pianificazione dei vari turni dei P.E. da effettuarsi all’inizio dell’anno e ad una successiva verifica di quanto concordato con i singoli gestori. Qualsiasi rimprovero, in materia di turni ed orari di apertura, ai P.E. risulta ingiustificato, anzi sembra voler essere un modo per coprire le mancanze dell’amministrazione screditando le associazioni di categoria che, in questo caso, hanno soltanto un compito di indirizzo.”Quello di Civita Castellana è soltanto l’ultimo degli articoli che denigrano la categoria dei P.E. , troppo spesso sotto accusa, al centro di rigide restrizioni e polemiche, l’ultima goccia che ha provocato la presa di posizione di Antonia Biritognolo. “ E’ giusto punire i gestori che non si attengono alle regole ma si dovrebbe evitare, ogni qualvolta ce ne sia occasione, di generalizzare gettando discredito sulla categoria e smetterla di addossare ai P.E. anche colpe che non hanno ma che, casomai, sono da addebitare ad altri. L’articolo apparso sulla stampa l’11 luglio chiama in causa la legge 21, una legge fatta per salvaguardare i P.E.ma anche e soprattutto i clienti e l’immagine di quartieri e paesi; è una legge che puntualmente i vari comuni continuano a non applicare. A Viterbo i P.E. sono in attesa di una programmazione per il rilascio delle licenze che è già in ritardo di due mesi e lo stesso accade in moltissimi comuni della provincia dove la categoria oltre a mancare di tutela è bersaglio di facili accuse.”
Ascom Viterbo