ANNO 27 n° 281
Bimbo trovato col volto tumefatto, assolta la madre adottiva
La donna venne arrestata per tentato omicidio nel 2010 ma, nel corso del processo celebrato con rito abbreviato, le perizie hanno smontato il castello accusatorio
29/03/2013 - 04:00

VITERBO – “Mamma devo fare pipì”. Lei accosta l’auto e fa scendere il bambino adottivo, che ha 5 anni. Pochi istanti dopo una pattuglia della polizia di passaggio nella zona trova il piccolo con il volto tumefatto ed una ferita alla nuca e ammanetta la madre. L’accusa è tentato omicidio volontario aggravato.

L’arresto risale al 2 febbraio 2010 e la donna (50enne nigeriana) sarebbe rimasta in carcere per dieci mesi. Il bambino (originario del Burkina Faso) riferì di essere stato picchiato perché aveva fatto una marachella.

Nel corso della fase d’indagine, tuttavia, diversi elementi contribuirono a capovolgere il castello accusatorio della Procura. Come, ad esempio, la perizia del consulente del gip, secondo la quale le ferite riportare dal bambino erano perfettamente compatibili con un incidente d’auto. Non solo: dopo il fatto si venne a scoprire che, in realtà, a soccorrere madre e figlio era stato un automobilista che si trovava a percorrere quel tratto di strada.

In sede processuale (la donna è stata giudicata con rito abbreviato), il pubblico ministero Renzo Petroselli, derubricando il capo di imputazione di tentato omicidio a lesioni gravissime, aveva chiesto la condanna ad otto anni. Da sempre convinti dell’innocenza della loro assistita, invece, gli avvocati Fabio Federico ed Alessandra Zena aveva chiesto l’assoluzione per non aver commesso il fatto.

Ieri mattina il giudice Francesco Rigato ha emesso la sentenza di assoluzione perché il fatto non sussiste.




Facebook Twitter Rss