

Il direttore generale della Ausl, Giuseppe Aloisio si è dimesso. Con una lettera di due pagine, correlate da altri sette fogli di resoconto degli interventi effettuati nella sanità viterbese, Giuseppe Aloisio ha comunicato la sua decisione l al presidente della regione, Piero Marrazzo. “Caro presidente, questa è una lettera che non avrei mai voluto scrivere”, scrive Aloisio all’inizio del documento. Si parte dai risultati: In questi quattro anni nella Ausl di Viterbo è stato fatto un grande lavoro. Tutto questo in sinergia con la Regione.Gli sforzi profusi hanno prodotto risultati che, credo, siano sotto gli occhi di tutti e penso di poter affermare che in termini organizzativi e strutturali abbiamo raggiunto livelli che da nessuno possano essere smentiti. La gente si è riavvicinata ai nostri servizi sia territoriali che ospedalieri e ogni giorno ne testimonia grande apprezzamento aldilà di lamentele che rimangono comunque in una soglia fisiologica”. Se da una parte c’è chi si lamenta, dall’altra Aloisio mette in evidenza altre situazioni. “Evidentemente - continua - questa efficienza e questi risultati hanno suscitato, ahimè, reazioni sproporzionate che ritengo siano ispirate da intenti non commendevoli.Purtroppo, negli ultimi tempi le aggressioni hanno raggiunto livelli di violenza mai registrati. É circa un anno che da parte di un solo quotidiano locale, la Ausl e il sottoscritto subiscono attacchi di ogni genere caratterizzati da autentiche diffamazioni perpetrate senza alcun timore al punto da diffondere calunnie e nella consapevolezza della propria impunità. I miei collaboratori ed io non ci siamo mai fatti intimidire e abbiamo rispedito tutto al mittente, rispondendo colpo su colpo, coscienti di aver ben operato e coscienti del consenso della maggior parte della gente. Mi sono convinto che dietro questo continuo attacco ci siano i vecchi gestori del potere locale sulla Sanità che non potevano permettersi paragoni tra i risultati degli ultimi quattro anni e quelli dell’inerzia e inefficienza dei precedenti”. Ma veniamo al dunque, alla vicenda di corruzione che portato la manette in corsia. “Purtroppo - chiarisce Aloisio - l’arresto di un dipendente dell’Ausl per corruzione, solo a lui imputabile e dal quale la Ausl e il sottoscritto hanno preso la dovuta distanza, ha riesacerbato gli attacchi del già citato quotidiano che, in maniera vile e strumentale, sta cercando, con le più becere insinuazioni, di coinvolgere questa Direzione. In un primo momento, su consiglio dei miei legali, per il doveroso rispetto del lavoro della magistratura, non ho assunto alcuna iniziativa, tranne che per il dipendente inquisito, al quale è stato applicato tempestivamente il trattamento sanzionatorio previsto da contratto di lavoro. Pensavo che passata l’onda emotiva del momento, le cose potessero riprendere il loro naturale corso nel rispetto del lavoro degli inquirenti oltre che di quello dei numerosi dipendenti della Asl che, quotidianamente, profondono sforzi, talvolta anche superiori a quelli strettamente richiesti dal loro contratto di lavoro, per far funzionare una macchina complessa come quella di un’azienda sanitaria. Purtroppo così non è stato e siccome non è tollerabile che il riserbo e il rispetto che deve essere portato alle istituzioni e che hanno fatto consigliare, anzitutto a me stesso, di non intervenire in un dibattito che, francamente, non mi interessa, possa essere confuso con altro ed addirittura danneggiare una istituzione, ritengo necessario agire in due direzioni. Su consiglio dei miei avvocati - specifica ancora il direttore - mi è anzitutto sembrato opportuno chiedere una mia audizione ai magistrati inquirenti. Si tratta di una iniziativa che avevo già assunto all’inizio delle indagini ottenendo dai magistrati l’occasione per rendere un interrogatorio che, ritengo, abbia non poco inciso sullo svolgimento delle indagini in corso”. Al momento non è stata ancora formalizzata la convocazione, comunque Giuseppe Aloisio tende a ribadir che: “Dopo una lunga riflessione, ho assunto la mia irrevocabile decisione di dimettermi dall’incarico in quanto questa continua delegittimazione, di cui evidentemente chiederò conto nelle sedi competenti, oltre alla mia persona sta arrecando nocumento alle istituzioni che rappresento, al grande lavoro e ai risultati raggiunti e questo non può essere accettato. Per questo motivo, con grande dispiacere ma con altrettanto grande orgoglio ho deciso di farmi da parte lasciando l’incarico di Direttore generale dell’Ausl di Viterbo”.