ANNO 27 n° 278
Arsenico, 38 i Comuni viterbesi interessati dall'emergenza

Cinquantasette sono i Comuni del Lazio interessati dal problema dell’arsenico. Fra questi, ben trentotto sono viterbesi (12 con parametri sopra i 20 mcg/l, e 26 tra i 10 e i 20), e si stima che l’emissione di altre ordinanze di non potabilità potrebbe “determinare uno stato di criticità idrico-potabile per l'80 per cento della popolazione” della Tuscia, e per una parte di quella della provincia di Latina e di Roma.

L'ultima fotografia dell'emergenza arsenico arriva direttamente dalla commissione Ambiente della Regione Lazio, dove, ieri mattina, si è svolta un'audizione con l'assessore all'Ambiente della Regione Lazio Marco Mattei, i presidenti delle Province di Latina, Armando Cusani, e di Viterbo, Marcello Meroi, i gestori e il garante del servizio idrico integrato Raffaele di Stefano, esponenti delle segreterie tecnico operative degli Ato, l'Arpa e tecnici delle Asl coinvolte. “Siamo in attesa della decisione della Comunità europea per la richiesta di deroga a 20 microgrammi per litro - ha detto il presidente della commissione Roberto Carlino (Udc) - ma non c'è dubbio che si debba intervenire comunque subito sulle infrastrutture avendo in mente il limite ben chiaro dei 10 microgrammi stabiliti dall'Unione Europea”. Dicendosi fiducioso che la commissione europea accordi la deroga a 20 mcg/l l'assessore Mattei ha auspicato che, nei vari comuni del Lazio, si uniformino le ordinanze di regolamentazione dell'utilizzo dell'acqua. Ad oggi, infatti, si sono registrate differenze da territorio a territorio che potrebbero disorientare la popolazione.




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