

VITERBO – Il giudice per le indagini preliminari Italo Ernesto Centaro, rimettendo in libertà tutte le tredici persone finite in manette all’alba del 23 novembre scorso, ha accolto la richiesta dei sostituti Stefano D’Arma e Fabrizio Tucci: si procederà al rito immediato e la prima udienza è fissata al 7 maggio 2013.
Così è stato stabilito nella giornata di ieri dal gip del tribunale di Viterbo.
I due pm titolari del fascicolo “Genio e sregolatezza” avevano chiesto di procedere con il giudizio immediato considerando inconfutabili le prove a carico degli indagati.
Corruzione, turbativa d’asta e rivelazione di segreto d’ufficio sono i reati contestati a tutti i tredici arrestati, e cioè: i funzionari del Genio civile considerati i personaggi chiavi dell’affaire, Gabriela Annesi e Roberto Lanzi; e gli imprenditori Fabrizio Giraldo, Roberto Tomassetti, Amedeo Luca Girotti, Giuliano Bilancini, Gianfranco e Daniela Chiavarino (padre e figlia); c’è poi il sindaco di Graffignano Adriano Santori, che aveva rassegnato le dimissioni al momento del primo arresto per poi revocarle non appena rimesso in libertà.
Stesse le accuse per gli indagati cui era stata concessa la detenzione domiciliare: il braccio destro di Santori e assessore all’Ambiente della sua giunta, Luciano Cardoni; Marcello Rossi, Stefano Nicolai ed Anselmi.
Secondo quanto ipotizzato dagli inquirenti, gli indagati avrebbero costituito un vero e proprio cartello per spartirsi gli appalti pubblici: ventisei quelli risultati truccati, tra servizi di raccolta differenziata, ristrutturazione di immobili e lavori stradali, per un valore complessivo che si aggira intorno ai 12 milioni di euro.
Notizie correlate