

VITERBO - Il Capogruppo del Partito Democratico al Senato Anna Finocchiaro è stata intervistata dal giornalista de “La Repubblica” Goffredo De Marchis oggi, giovedì 21 ottobre alle ore 17, presso la Sala Conferenze della Provincia di Viterbo. L’evento è stato presieduto dall’Onorevole Ugo Sposetti, con il saluto finale del Presidente della Provincia Marcello Meroi.
Il dibattito si è concentrato particolarmente su alcuni punti salienti delle proposte contenute nel documento approvato dall’Assemblea nazionale del Pd a Varese: le riforme presentate riguardano il patto fiscale, l’imposta sui redditi delle persone fisiche, le forme di tassazione del lavoro e dei redditi di capitale, il contrasto all’evasione e all’elusione fiscale e infine, ma non per importanza, i problemi di sostenibilità ambientale.
La presidente, pugnace e determinata ad un confronto costruttivo con la realtà sociale ed economica, sostiene i temi dell’opposizione in linea con il patto costituzionale, indicando le linee di una riforma della giustizia che preveda l’accorpamento e l’informatizzazione delle sedi giudiziarie, razionalizzando i fondi al fine di creare camere di conciliazione specializzate che snelliscano le lunghe attese dei processi.
“Io non penso che esista un’autosufficienza dei partiti politici - afferma Anna Finocchiaro - ci vuole il supporto degli italiani. La cittadinanza ha potere assoluto, specialmente in un periodo di crisi economica e lavorativa, di tagli alla scuola e all’università. Nessuno chiede l’adesione di massa al Pd, ma di far sentire la propria voce, non attraverso il ribellismo, ma tramite la ricerca faticosa della ragione”.
De Marchis ricorda che le asserzioni della Finocchiaro in merito alla possibilità di proporre come Premier una persona esterna al partito Pd, mal si conciliano con il suo dichiararsi “donna di partito”: la Presidente, portavoce del più grande “organo di governo” ora all’opposizione, riconosce il principale avversario non nell’attuale Premier, ma nei mali e nei ritardi del Paese. A tal fine, non esclude la possibilità di una forza estranea al partito per guardare con auspicio al prossimo futuro.
“Siamo un Paese che inizia a reagire – conclude la Presidente - e decisivi saranno i prossimi mesi. La cosa che mi spaventa di più è che la disaffezione dell’Italia per tante promesse non mantenute porti ad un’alta percentuale di assenteismo elettorale e distacco dalla politica. L’assenza è un problema in più, non uno in meno”.
Elisa Zampetta