ANNO 27 n° 281
Allegrini:
30/08/2010 - 15:24

VITERBO - 'Non mi dimetto, non credo di aver fatto male il mio lavoro e non ho nulla da rimproverarmi. Chi mi vuole sfiduciare lo può fare agli organi preposti e nelle oppurtune sedi'. E' un Angelo Allegrini senza peli sulla lingua quello che oggi ha fatto il punto della situazione sulla Talete spa, la società pubblica che gestisce il servizio idrico di buona parte dei comuni viterbesi e che ancora non riesce a dare un volto al proprio cda.

Questa mattina, infatti, la soap opera legata all'acqua e alla politica locale si è arricchita di ulteriori colpi di scena dopo l'ennesimo rinvio richiesto dal Pd sulla scelta del nome da proporre per la presidenza.

'Ho partecipato ad ogni singolo momento di vita della Talete - ha commentato il segretario provinciale del Partito Democratico, Allegrini -, chi dice che non ho fatto il mio lavoro mente sapendo di mentire. Da quando Corbo si è dimesso, i sindaci che fanno parte della nostra area politica si sono incontrati 6/7 volte per cercare una canddatura autorevole per la presidenza Talete, secondo l'accordo politico stipulato con Pdl e Udc, accordo raggiunto grazie alla condivisione degli intenti alla base di questa società, ossia la gestione di tutti i comuni della provincia e la fusione con Robur, Cobalb e Siit'.

'Durante il periodo di Ferragosto sono stato l'unico a sondare le volontà dei primi cittadini - ha sottolineato Allegrini - e su 19 sindaci che hanno dichiarato la propria preferenza, 15 si sono espressi a favore di Stefano Bonori. Alla riunione del 20 agosto, in cui ho esposto il resoconto, qualcuno, però, ha messo in dubbio la veridicità dei risultati, perciò c'è stato il primo rinvio per la nomina del cda'.

'I sindaci hanno iniziato a mutare idea, poi è arrivata la lettera di Bonori in cui lui annunciava l'indisponibilità per quasiasi carica nella Talete, lettera scaturita dall'incontro con l'on. Giuseppe Parroncini che, instillando veleno puro, aveva sostenuto la mia presunta contrarietà alla candidatura di Bonori stesso. Cosa mai accaduta'.

La trama alla Beautiful a questo punto si infittisce quando 11 sindaci tirano fuori dal cilindro un altro nome, quello dell'Ing. Claudio Curti, che rimescola tutte le carte in gioco. Diventa sempre più profonda, perciò, la spaccatura all'interno del Pd fra chi si schiera a favore dell'uno e chi a favore dell'altro, fino a quando si arriva ad oggi, 30 agosto (giorno in cui il Pd doveva annunciare il nome del futuro presidente a Pdl ed Udc), e solamente 11 sindaci appoggiano Bonori. Da qui l'ulteriore richiesta di rinvio avanzata dal sindaco di Faleria, Pierluigi Bianchi, accettata dai partiti di maggioranza.

'La situazione è molto delicata - ha commentato laconico Allegrini - il nome che io ho fatto come segretario provinciale è stato quello di Bonori, ma nel Pd non c'è assolutamente un accordo. Ormai sono passato nella corrente minoritaria del partito, quella che fa capo a Fioroni, esponente politico che non ha mai messo bocca sulla questione Talete, contrariamente ad altri come Sposetti e Parroncini. Molto probabilmente il Pd perderà l'occasione di scegliere il presidente della società, perché stanno saltando i paramentri degli accordi'.

Quello che sembra saltare, però, non è solamente l'accordo sulla società pubblica, ma lo stesso Pd, incapace, ormai, di far fronte alle profonde divergenze e correnti di pensiero che da sempre hanno caratterizzato la sua breve vita politica, sia al livello locale che nazionale, e che stanno propendento verso i vecchi uomini della Quercia.

'Così come stiamo, non possiamo andare da nessuna parte': questo il commento di uno sfiduciato segretario provinciale, che fra poco lo potrebbe essere non solo da un punto di vista morale ma anche politico.

 

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