ANNO 27 n° 280
Aderisce anche un lettore da Trapani
Ha inviato la sua mail anche un cittadino siciliano, Eugenio Maida
10/10/2013 - 04:00

VITERBO – Nella redazione di Viterbonews24 continuano a pervenire le mail di adesione alla proposta di assegnare all’isola di Lampedusa il Premio Nobel per la Pace, proposta avanzata dal settimanale L’Espresso.

Ieri i cittadini della Tuscia hanno continuato a dare il loro assenso scrivendo ancora una volta la fatidica frase 'Il Premio Nobel per la Pace 2014 sia assegnato all’Isola di Lampedusa''.

Tra le decine e decine di mail pervenute, anche quella di Eugenio Maida daTrapani. Una piacevole sorpresa che, dopo l’adesione di Ornella Fucci, da Milano, ci piace interpretare come un ideale abbraccio tra il Nord e il Sud d’Italia che si uniscono in nome della solidarietà.

Per aderire è indispensabile inviare una mail all'indirizzo redazione@viterbonews24.it con la frase ''Il Nobel per la Pace sia conferito a Lampedusa'', seguita da nome e cognome. Ricordiamo anche che sul profilo Facebook del nostro giornale, ViterboNews Ventiquattro, non sarà sufficiente cliccare semplicemente ‘’mi piace’’, ma anche lì va scritta la frese di rito ''Il Nobel per la Pace sia conferito a Lampedusa''. Poco più che un clic.

L’iniziativa di Viterbonews24 continuerà fino a dicembre, quando le adesioni saranno consegnate all’Espresso. E’ dunque importante far sentire la voce della Tuscia, una terra che non si è mai tirata indietro nei momenti importanti e su temi e valori davvero cruciali.

Di seguito riportiamo le motivazioni poste a base della proposta di conferire il Nobel per la Pace all'Isola di Lampedusa redatta dall'Espresso.

1. Lampedusa è oggi la più importante porta d'ingresso all'Europa. Dall'altra sponda del Mediterraneo - spinti dalla fame, dal dolore, dalle persecuzioni razziali tribali o religiose - partono centinaia di uomini, donne e bambini che per tentare di conquistarsi il diritto a vivere mettono nel conto perfino la possibilità di morire. Lì, su quell'isola, si svolge ogni giorno una nobilissima battaglia in nome e per conto del mondo intero.

2. A combatterla è una piccola comunità - 6300 abitanti - che mette da parte la sua vita privata e dimentica i suoi interessi legati a una stagione turistica che dura poche settimane all'anno, per impegnarsi in una straordinaria gara di solidarietà. Uomini, donne e bambini che fermano lo scorrere della loro vita normale per aiutare e ospitare i sopravvissuti ai drammatici viaggi della speranza. Un popolo che non ha mai smesso di essere umano.

3. Premiare un'isola e i suoi abitanti con un riconoscimento internazionale altamente significativo servirebbe anche a svegliare l'Unione Europea dal suo torpore, da un silenzio talvolta fatto di egoismo e indifferenza, e spingerla a occuparsi del dramma di intere popolazioni di migranti che non può essere affidato alla generosità e all'altruismo di un solo paese o addirittura di un piccolo scoglio in mezzo al mare.

4. Premiare Lampedusa sarebbe come gridare 'alt' allo scandaloso traffico di carne umana sul quale lucrano all'origine mediatori, scafisti e perfino piccoli ras locali e che costituisce per molti governi del Mediterraneo il sistema più semplice per fingere di risolvere, o almeno di allentare e rinviare nel tempo, drammatici problemi di fame e miseria.

5. Premiare Lampedusa significherebbe infine offrire una piccola ma intensa luce di speranza a chi è costretto ad abbandonare la sua terra e a cercare a casa altrui ciò che non avrà mai a casa propria. Vorrebbe dire che qualcuno nel mondo sta pensando anche a loro, ai dannati della terra, ai morti del mare.

Per queste ragioni chiediamo a tutti di combattere insieme a noi una battaglia di civiltà. Sarà, almeno, una sentita testimonianza di vicinanza e solidarietà.




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