ANNO 27 n° 289
Addio al maestro Monicelli, la Tuscia set dei più grandi capolavori

Si è gettato dal quinto piano dell'ospedale San Giovanni di Roma intorno alle 21 di lunedì sera. E' morto così Mario Monicelli, 95 anni, padre del cinema italiano. Si è ucciso senza lasciare alcun biglietto, dal reparto di urologia del nosocomio capitolino dove era ricoverato da domenica per un tumore alla prostata.

Regista di oltre 60 film e autore di più di 80 sceneggiature, Monicelli aveva scelto la Tuscia come set per alcuni dei suoi più importanti film. Recentemente, durante un incontro con il Tuscia Film Festival aveva raccontato:  "Il viterbese era vicino Roma e, soprattutto, non era “contaminato” dal turismo come altre zone d’Italia e offriva una grande varietà di scenari per i nostri film».

Tra i capolavori girati nella Tuscia oltre a "L’armata Brancaleone" e "Brancaleone alle crociate" , si ricorda la scena di Amici miei a Calcata con il parroco del borgo, "In viaggio con Anita", l’inizio di "Bertoldo, Bertoldino e Cacasenno" girato a Tarquinia, "Il marchese del grillo" tra Oriolo e i monti Cimini e  "Il medico e lo stregone" a San Martino al Cimino.

Il corpo di Monicelli è stato trovato ieri sera vicino a delle aiuole, a apochi metri dal pronto soccorso. Il grande maestro non ha voluto attendere oltre, come aveva fatto suo padre Tomaso noto giornalista e scrittore antifascista che nel 1946 decise di torgliersi la vita.

A tal proposito in un intervista del 2007 al giornale Vanity Fair,  Mario Monicelli affermò: “Ho capito il suo gesto. Era stato tagliato fuori ingiustamente dal suo lavoro, anche a guerra finita, e sentiva di non avere più niente da fare qua. La vita non è sempre degna di essere vissuta; se smette di essere vera e dignitosa non ne vale la pena. Il cadavere di mio padre lo ho trovato io. Verso le sei del mattino ho sentito un colpo di rivoltella, mi sono alzato e ho forzato la porta del bagno. Tra l’altro un bagno molto modesto“.

Alla luce dei fatti questa sorta di giustificazione spiega in parte l'estremo gesto del regista.  Tramite il nipote Niccolò, la famiglia ha fatto sapere che non sarà celebrato alcun funerale, il feretro sarà esposto alla casa del cinema di Roma.



 

 

 




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