

ACQUAPENDENTE - Il Comune di Acquapendente ratifica con Delibera di Giunta Comunale la volontà di intitolare una Via o una Piazza ai “Donatori di organi e tessuti” rimarcando la rilevanza sociale, solidaristica insita in tale gestione di questi “Eroi della Vita”.
“Premesso che la medicina delle donazioni e dei trapianti - sottolinea il Sindaco di Acquapendente Alberto Bambini - rappresenta un settore efficiente, trasparente e di qualità della sanità pubblica, in cui si è assistito, negli anni, ad un costante progresso tecnico associato all’evoluzione delle conoscenze scientifiche e organizzative e nel quale la rete trapiantologica nazionale si sta avviando verso una fase di piena maturità e di inserimento integrato nel profondo contesto sociale sanitario, la Giunta nel prendere la decisione ha preso in considerazione che in base all’epidemiologia attuale, ognuno di noi ha il 25% di possibilità di diventare donatore di organi ed il 75% di ammalarsi di una patologia che potrebbe portare alla necessità di sottoporsi ad un trapianto e che senza donazione non esiste trapianto. Preso atto che la donazione è un atto assolutamente altruistico, anonimo e gratuito e che avviene nel momento in cui i cittadini hanno fiducia nel proprio sistema sanitario, tanto da toccare con mano i benefici per sé e per la comunità la presenza a Belcolle, presso la Direzione sanitario POC, del Coordinamento Locale alla Donazione di Organi e Tessuti rende possibile una adeguata organizzazione dell’attività tale da portare alla maggiore diffusione la cultura della donazione sotto forma di bene comune e all’accesso dei cittadini alla possibilità di manifestare la propria volontà".
"Ma, soprattutto, la decisione è stata presa per il fatto che le stesse famiglie dei donatori aquesiani sono sempre partecipi, in più occasioni, agli incontri con il personale Coordinamento Locale alla Donazione Organi e tessuti della Ausl, con il fine di condividere l’adozione di strategie comuni che permettano di soddisfare i bisogni degli utenti in maniera ancora più efficiente ed efficace dal punto di vista della qualità assistenziale e degli standard di sicurezza. E quindi ci è sembrato giusto far rimanere in loro un ricorso affettivo nel tempo ed un atto di altruismo dei più sfortunati”.