ANNO 27 n° 296
Acqua pubblica: ecco tutti i retroscena sulle dimissioni del presidente del Siit, Roberto Valentini

Roberto Valentini, come si sa, si è dimesso dalla carica di presidente del Siit. La decisione dopo lo svolgimento dell’assemblea dei soci che si è riunita giovedì mattina.

LE MOTIVAZIONI“Le motivazioni – ha puntualizzato l'ex presidente nella lettera di dimissioni – risiedono nel contenuto delle deliberazioni prese dalla conferenza dei sindaci dell’Ato e nelle decisioni e le mancate scelte dell’assemblea dei soci che non consentono, a mio avviso, di continuare in una prospettiva di lavoro serena e costruttiva. In considerazione dell’importanza che l’attività della società ha per il servizio idrico del territorio della provincia di Viterbo, non volendo essere individuato come ostacolo all’attuazione del disegno di legge messo a punto dalla Regione Lazio in collaborazione con la presidenza dell’A.T.O., preferisco fare un passo indietro e lasciare ad altri la responsabilità della gestione".

L'ULTIMA CARTA
In realtà il comunicato nasconde un andamento convulso e molto teso dell'assemblea dei soci.
Infatti, sempre giovedì mattina, mentre in Provincia i sindaci approvavano all'unanimità il bilancio della Talete, i rappresentanti dei Comuni di Viterbo (Giovanni Arena delegato da Muroni), San Lorenzo Nuovo (il sindaco Maria Gabriela Grassini) e Valentano (il sindaco Raffaella Saraconi) tentavano la carta della discussione sul monitoraggio della spesa.
In sostanza il tentativo era quello di approvare un ordine del giorno che prevedesse l'emissione di un decreto ingiuntivo nei confronti di Talete per la riscossione di un credito di 3 milioni di euro.
Ordine del giorno che avrebbe definitivamente affossato Talete, mandandola praticamente in bancarotta.
E ne avrebbero avuto anche i numeri, considerando che Viterbo, San Lorenzo Nuovo e Valentano rappresentavano insieme il 51 per cento del Siit.

Arena, che in un primo momento sembrava abbastanza tentato dalla strada indicata dalla Grassini e dalla Saraconi, pare sia stato inviato a riflettere (proprio da esponenti di centrodestra, ma di peso percentuale minore) sul fatto che il Comune di Viterbo aveva già deliberato di accedere a Talete e che la posizione di rottura, particolarmente sollecitata dai sindaci di San Lorenzo Nuovo e Valentano, sarebbe stata quantomeno incoerente con gli atti ufficiali di giunta e consiglio comunale di Palazzo dei Priori.

RINVIO, DIMISSIONI E SCIOGLIMENTO
Osservazione questa, che scatenava subito un infuocato giro di telefonate da parte dello stesso Arena con Muroni e con il sindaco Marini.
Al termine delle consultazioni Giovanni Arena votava per spostare in altra data l'ordine del giorno.

Grassini e Saraconi con l'amaro in bocca, il presidente Valentini che a questo punto decideva di dimettersi e Talete che incassava un altro punto a suo favore.

Ora, per dirla molto sommariamente, si insedierà un commissario liquidatore che avrà il compito di sciogliere il Siit e farlo confluire nella Talete, aggiungendo così un altro tassello nelle condizioni poste dalla Regione Lazio (mancherebbe soltanto lo scioglimento del Cobalb) per sbloccare i fondi che permetteranno all'ente gestore dell'acqua pubblica di poter svolgere appieno il suo compito.

Senza dimenticare che nel momento i cui la Regione sarà messa nelle condizioni di poter aprire i rubinetti di denaro per una gestione economica virtuosa, alla Talete arriveranno anche 50milioni di euro per la depurazione.

A tutt'oggi, infatti, nessuno è in grado di mettere la mano sul fuoco che l'acqua che arriva nelle case di tutti i Comuni  della provincia abbia tutti, ma proprio tutti, i requisiti igienici e sanitari.




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