

VITERBO - Avrebbe dovuto decidere, o meglio avallare, la fusione con Talete, ma non si è presentato nessuno.
E' successo all'assemblea del Siit, indetta per votare la compartecipazione a Talete, la società che gestisce il servizio dell'acqua pubblica.
Evidentemente anche nel Siit la tempesa che sta imperversando su Talete ha avuto i suoi effetti e anche lì si è preferito rinviare a tempi migliori qualsiasi pronunciamento.
Non è infatti escluso che in casa Siit si sia avuto sentore (!) che su Talete, nella fattispecie sul presidente Roberto Corbo, stanno gravando pressioni non propriamente cristalline e tanto è bastato per mandare deserta l'assemblea. Dopottuto è già tempo di ferie, e poi una bronchite fuori stagione o un impegno imprevisto non si nega a nessuno.
In ogni caso si tratta di un altro segnale che non promette nulla di buono per il futuro del servizio di acqua pubblica, nella speranza che la parte della conferenza dei sindaci che stigmatizza l'aumento delle bollette non lo facca in maniera ideologica e strumentale.
Del resto sono tempi che, anche in nome dei più buoni propostiti, si creano situazioni peggiori delle precedenti. L'acqua Latina insegna.
Il futuro, anche in Talete, potrebbe quindi avere scenari imprevedibili, con lo stesso presidente Corbo che, pur di non farsi chiudere all'angolo per compiere scelte improponibili, potrebbe lasciare il passo.
Ma sull'acqua pubblica la partita continua, ed anche la cosiddetta società civile potrebbe scendere incampo. O in piazza.