

VITERBO - Dopo il terribile terremoto che, durante il mese di gennaio, ha devastato la nazione di Haiti, provocando la morte di centinaia di migliaia di persone, anche nella provincia di Viterbo sono state organizzate numerose iniziative umanitarie per cercare di aiutare le vittime di questa catastrofe naturale. Il Comune di Civitella d’Agliano, tra gli altri, si è reso protagonista ospitando alcune decine di cittadini haitiani presso una struttura in località San Michele. A sostenere lo sforzo dell’Amministrazione comunale, si è subito attivato un gruppo di lavoro del quale fanno parte anche la Prefettura, la Croce rossa italiana e la Ausl di Viterbo.
Nell’ambito delle azioni concordate, le donne haitiane ospitate a Civitella, sono state accolte questa mattina dai medici e dagli infermieri dell’ospedale Belcolle di Viterbo che le attendevano per l’erogazione di alcune visite specialistiche e di eventuali accertamenti diagnostici strumentali. L’équipe medica che la direzione sanitaria di Belcolle ha messo a disposizione è composta dai direttori delle Unità operative di: Medicina d’urgenza, Bruno Mongiardo; di Cardiologia, Enrico Vittorio Scabbia; di Malattie Infettive, Orlando Armignacco e di Ostetricia e Ginecologia, Gianpaolo Palla. Le cittadine haitiane sono giunte a Belcolle alle ore 9 e, una volta eseguiti tutti gli accertamenti prestabiliti per la mattina, hanno partecipato a un pranzo organizzato dalla direzione sanitaria presso la sala riunioni della struttura ospedaliera. Per il pomeriggio, infine, il programma prevede altre visite di routine presso il reparto di Ostetricia e Ginecologia.
Un’analoga iniziativa è stata svolta lo scorso 22 di marzo quando i bambini haitiani ospiti a Civitella d’Agliano sono stati visitati, presso il Day hospital pediatrico dell’ospedale di Belcolle, dal direttore dell’Unità operativa di Pediatria, Massimo Palumbo e dalla dottoressa Goldani. Grazie a questo passaggio obbligatorio, i piccoli hanno potuto ottenere i certificati di idoneità scolastica necessari per poter iniziare a frequentare le scuole della nostra provincia e poter cominciare a socializzare con i ragazzi italiani della loro età.