

CIVITA CASTELLANA - Condannato a 2 anni e 8 mesi di carcere, il civitonico che uccise l'anno scorso un operaio con la droga.
I carabinieri lo tenevano sott'occhio da molto tempo nell'ambito di una vasta operazione antidroga e quando hanno ascoltato la dichiarazione del testimone chiave che collegava la morte dell'operaio alle sue attività illecite, è stato bloccato e ritenuto colpevole dell'omicidio.
A far scoppiare il caso, il ritrovamento, nel luglio dell'anno scorso a Civita Castellana, del cadavere di un operaio quarantenne, trovato a terra con un laccio emostatico e una siringa accanto. L'uomo infatti faceva uso di eroina.
I carabinieri hanno quindi ricollegato questa morte al quarantacinquenne civitonico, che faceva lavori saltuari tra cui quello di autotrasportatore. L'uomo, oltre all'accusa di spaccio deve quindi rispondere anche a quella più grave di omicidio avvenuto per la cessione di stupefacenti.
L'imputato, assistito dal suo avvocato, ha patteggiato la pena di 2 anni e 8 mesi di reclusione davanti al giudice , Silvia Mattei. Con il rito abbreviato avrebbe rischiato una condanna a sei anni di reclusione.
Secondo i testimoni, sembra che tra l'ex autotrasoprtatore e l'operaio morto vi fossero dei rapporti di conoscenza, infatti è stato accertato che l'imputato spacciava nella zona piccole dosi di eroina. Una di queste è stata letale per l'opereaio ritrovato cadavere.