ANNO 27 n° 281
1500 metri quadri occupati indebitamente da colate di calcestruzzo

Pubblichiamo e riceviamo:

 

E così la Giunta comunale, dopo “ampia” valutazione, ha deciso: il Comune di Bolsena non ha nessunissima intenzione di resistere in giudizio contro il ricorso al TAR presentato dalla società di cui è socio proprio il sindaco Equitani, per l’ordinanza di ripristino emessa dall’Ufficio Tecnico.

Ricordiamo che la seconda ordinanza di demolizione e rimessa in pristino presso il Lido Camping era stata emessa dal Responsabile dell’Ufficio Tecnico nell’aprile 2008 per abusi e occupazioni illegittime sull’arenile demaniale.

Avevamo già in qualche modo sospettato che il ritardo della Giunta nella nomina del legale nascondeva qualcosa di più “pesante”.

Non pensavamo però che la sfrontatezza arrivasse a tanto: non solo non si è riconfermato il legale che ha difeso il Comune nel ricorso precedente (il quale,  conoscendo già la questione, era probabilmente avvantaggiato nella comprensione degli atti), ma addirittura si è scelto di non nominare nessun legale!

Decisione oltretutto non in linea con le precedenti, visto che anche in un recentissimo passato il Comune è intervenuto in difesa dell’operato dell’Ufficio Tecnico contro i ricorsi dei “semplici” cittadini: ora che il ricorso riguarda la società del Sindaco, guarda caso, si ritiene giusto soprassedere.

Decisione che non esitiamo a definire scandalosa.

Tra le motivazioni espresse nella delibera di Giunta a motivazione della decisione possiamo leggere che “L’ordinanza impugnata concerne fatti non particolarmente rilevanti dal punto di vista edilizio-urbanistico (…)”

Già, perché 1500 metri di terreno tra la spiaggia e il lago che vengono occupati indebitamente, dal momento che la concessione demaniale è scaduta nel 2000 e da otto anni non è stata rinnovata, non costituiscono fatti particolarmente rilevanti.

Così come l’aver realizzato questi 1500 metri quadri, posti tra la terraferma e lo specchio d’acqua, con colate di calcestruzzo su massicciate di pietrame non possono essere considerate rilevanti dal punto di vista edilizio-urbanistico.

O ancora l’annessione di un’area agricola a campeggio è un atto assolutamente normale, consueto in una zona a tutela integrale come quella su cui insiste il camping.

E ci credo che poi Equitani abbia subito puntato i piedi quando si è parlato di candidare la Tuscia a patrimonio mondiale dell’Unesco.

No, non ci siamo. Qui il conflitto d’interessi non è palese, è di più.

Non si tratta più semplicemente di apprezzare o criticare le scelte e l’operato di un sindaco. Qui si tratta di valutare se le regole valgano per tutti i cittadini o c’è qualcuno (il sindaco, nella fattispecie) che è più cittadino di altri.

Avvicinandosi la scadenza del mandato di Equitani è bene che tutti i cittadini conoscano a fondo la persona nelle mani della quale hanno riposto la loro fiducia e ci pensino non una ma cento volte prima di ricommettere lo stesso errore.

 

 

Radames Petti

Capogruppo PdCI

Consiglio Comunale Bolsena




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