

“Nell’attuale scenario del mercato del credito, caratterizzato da una sempre più forte competitività, è necessario uno sforzo comune perché la nostra Banca di Viterbo aumenti la propria efficienza. Il nostro ruolo di banca locale , l’unica che sia rimasta sul territorio, ci impone di essere un soggetto economico vivo e vitale, sempre vicino alle problematiche non solo dell’imprenditoria, ma anche delle famiglie. D’altro canto sono certo e convinto che saranno proprio le piccole e medie realtà economiche di cui la nostra Banca fa parte, che dovranno e potranno contribuire in modo davvero sostanziale al superamento di ogni crisi e massimamente quella del sistema finanziario in generale”. E’ uno stralcio della lettera che il nuovo presidente dfella “Banca di Viterbo, l’avvocato Luigi Manganiello, ha inviato ai quasi duemila soci subito dopo il suo insediamento. In stretta sintesi ci sono gli obbiettivi che il nuovo presidente intende raggiungere. Da appena quindici giorni al vertice dell’unica banca viterbese, l’avvocato Manganiello parla innanzitutto di una banca “vitale” per la realtà economica della città; di un istituto che in un secolo di vita (festeggerà nel 2011 i cento anni) ha saputo difendere e difendersi, rinnovandosi in maniera adeguata e affiancando una realtà economica in continua evoluzione. “La realtà artigianale, inizialmente, e quella artigiana, poi, hanno dato una notevole consistenza alla Banca di Viterbo – dice il neo presidente – Oggi siamo dinanzi ad una realtà più complessa: abbiamo di fronte medie imprese, mentre l’artigianato, purtroppo, è andato diradandosi”.
La Banca di Viterbo, però, registra una crescita su tutti i fronti?
“Sicuramente. A nostro favore giocano alcuni aspetti importanti: innanzitutto l’autonomia, quindi la cooperazione e infine i servizi. Su questi ultimi, ovviamente, abbiamo i nostri referenti”.
Avvocato e quindi esperto di diritto. Qual è la sua “storia” nel settore bancario viterbese?
“Debbo confessare che ricordare il mio approdo in questa banca in qualità di socio, mi commuove perché è da collegare al mio periodo di insegnamento di Diritto al “P. Savi”. Ho avuto molti alunni che, poi, mi hanno spinto a diventare socio. Questo accadeva 35 anni fa. Poi sono stato vicino alla banca in qualità di legale e adesso sono stato eletto presidente. Debbo ringraziare il gran numero di soci che mi ha votato e sono certo che nello svolgimento dell’incarico potrò contare sul sostegno dei colleghi amministratori, sul Direttore generale, Massimo Caporossi e su tutto iol personale”.
Ci dice uno dei maggiori pregi di questa banca?
“Il contenzioso irrisorio. Questo perché si è sempre agito con rigore e serietà nel concessione del credito”.