ANNO 27 n° 287
"Polverini smantella i consultori familiari"

MONTEFIASCONE – “Salviamo i consultori”: è questo l’appello lanciato dal Pd e dai Giovani Democratici nell’incontro che si è tenuto sabato pomeriggio a Montefiascone, dove si è discusso della proposta di legge Tarzia,  presentata alla Pisana dai consiglieri regionali di centro destra, che riguarda la “riforma e riqualificazione dei consultori familiari”.

A preoccupare maggiormente la compagine di centro sinistra è la nuova funzione affidata alla struttura, che non sarebbe più quella di vero e proprio presidio sanitario o para – sanitario, ma di “istituzione vocata a sostenere e promuovere la famiglia ed i valori etici di cui essa è portatrice” (come scritto nel testo della proposta).

“Si tratta di un concentrato di norme incostituzionali e confessionali – ha commenato il consigliere regionale del Pd Giuseppe Parroncini – che vanno a ledere fortemente la dignità delle donne, basti pensare al fatto che possono essere addirittura ‘schedate’, ricontattate in futuro, se decidessero di interrompere volontariamente la gravidanza. La giunta Polverini sta massacrando la sanità regionale, soprattutto nella nostra provincia – ha aggiunto – ma allo stesso tempo dichiara che per questa legge ci sarebbe la copertura economica, legge, però, che sarebbe veramente onerosa, visto che prevede finanziamenti anche per i consultori privati ed un assegno mensile a favore di chi decidesse di non abortire, rinnovabile fino a cinque anni. Come se dopo non ci fosse più bisogno di fornire assistenza e servizi alla famiglia e come se realmente poi questi fondi venissero elargiti, cosa di cui purtroppo dubito”.

“Questa proposta di legge si inserisce in un quadro più generale in cui ci ha fatto sprofondare il governo di centro destra e ovviamente il premier – ha incalzato il segretario provinciale del Pd Andrea Egidi –, ossia quello di una concezione del ruolo delle donne che può essere definito rozzo e medievale, in cui ciò che si respira è solamente l’azzeramento del principio di solidarietà. Bisogna reagire a quanto la giunta Polverini vorrebbe fare, perché nei consultori familiari si trova un vero patrimonio da tutelare”.

“La proposta di legge Tarzia – ha spiegato poi il segretario provinciale dei GD Michele Bassanelli – prevede che i fondi destinati ai consultori, che già di per sé sono scarsi, siano divisi fra le strutture pubbliche e quelle private accreditate, andando a penalizzare in primo luogo i cittadini. Inoltre prevede che al fianco dei consueti professionisti come psicologi, ginecologi o psichiatri, all’interno dei consultori ci siano anche figure non qualificate da un titolo, come gli antropologi della famiglia o gli esperti di bioetica, che potrebbero far entrare quella che è la dimensione ideologica in un ambiente in cui in primo piano, invece, ci dovrebbe essere solo la salute della persona”.

Timore espresso anche da chi vive costantemente la realtà dei consultori, come un’ostetrica della struttura di Viterbo:  “Come possiamo sostenere le donne, quando la legge non le tutela nel loro diritto alla salute? Noi abbliamo necessità che i consultori vengano potenziati e che la legge 405 (che ha istituito i consultori familiari nel 1975, ndr) venga applicata e non modificata”.

L’opposizione alla “Tarzia” da parte del centro sinistra è iniziata con la presentazione al consiglio regionale di una proposta di legge alternativa, che prevede un aumento dei fondi da destinare alle strutture, l’applicazione corretta della legge 15/76, che norma i consultori familiari, ed una maggiore sinergia con i cittadini ed il territorio, e continua con una petizione che ne chiede il ritiro.




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