ANNO 27 n° 281
"Papi e Antipapi a Viterbo"

Viterbo è Città dei Papi non tanto perché vi è il Palazzo Papale o perché i suoi edifici più importanti ostentano l’emblema pontificio, ma perché legata ai Vescovi di Roma da secolari vincoli di fedeltà e devozione. “È Aula speciale della Chiesa Romana” come con definizione davvero felice ebbe a definirla Urbano IV nella lettera inviata ai Viterbesi nel 1264.

Tale singolare vocazione di Viterbo è stata pure ribadita da Giovanni Paolo II nel corso della memorabile visita del 1984:”…Acclamate a Dio da tutta la terra”. Lo acclamino le città e le nazioni. Acclamalo, tu città di Viterbo, sede medievale dei successori di Pietro. Ringrazialo per le opere che Dio ha compiuto in mezzo ai tuoi antenati, mediante il ministero dei vescovi di Roma e che continua a compiere…”.

Certamente è di grande rilievo il ruolo assunto dalla nostra Città nel medioevo quale sede dei Successori di Pietro. Anche in epoche successive, però, i Pontefici troveranno a Viterbo accoglienza generosa: luogo ideale per alleviare il peso del” gran manto” e recuperare anche la salute del corpo. Pur esercitando il ministero petrino in circostanze difficili, talvolta tragiche, i Vescovi di Roma , con la loro presenza, hanno costantemente “confermato nella fede” il Popolo viterbese garantendo la stabilità e la continuità delle sue istituzioni ecclesiali e civili.

Sono questi gli aspetti che l’avv. Roberto Saccarello, Delegato per la Tuscia e Sabina del Sacro Militare Ordine Costantiniano di San Giorgio,  si è prefisso di trattare attraverso il volume pubblicato in occasione della Visita pastorale del Papa a Viterbo e che verrà presentato allo stesso Pontefice e alle Autorità. “L’Autore, non nuovo ad agili strumenti ed opere di documentazione e divulgazione, – come ha voluto evidenziare S.E. Mons. Lorenzo Chiarinelli, Vescovo diocesano, nella prefazione – offre cosi un contributo felice per cogliere lo stesso significato e valore della Visita di Papa Benedetto XVI”

La descrizione dei quarantanove Pontefici che Viterbo ha accolto entro le sue mura  - tra i quali è già incluso Benedetto XVI – è articolata in brevi profili biografici di carattere generale, inseriti in un contesto storico locale.

Alla lunga teoria dei legittimi successori di Pietro sono stati uniti anche i sei antipapi passati a Viterbo: Gregorio VIII, Vittore IV, Pasquale III, Callisto III, Niccolò V e Giovanni XXIII; a differenza dei Papi, però, non appare nel testo il loro ritratto.

Va sottolineato l’impeccabile aspetto del volume, equilibrato nel calibrare immagini non abituali ad altre già note, documenti d’epoca a fonti odierne, riproduzioni di monumenti ad altre testimonianze ( in particolare araldiche e numismatiche).

In appendice, infine, sono riportate breve notizie sulla storia e sulle istituzioni del Sacro Militare Ordine di San Giorgio, che ha patrocinato l’iniziativa editoriale. Il volume, già in distribuzione nelle librerie e nelle ediciole, è stato realizzato con il contributo dell’Ente Fondazione Carivit.

Roberto Saccarello, Papi e Antipapi a Viterbo “Aula speciale della Chiesa Romana”. Edizioni Araldiche, Viterbo 2009, p.176, con illustrazioni in b-n e colore, s. i. p.




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