

"Lasciate in pace nostro figlio Francesco, lui non c'entra nulla. Avevo pensato di uccidere anche lui, ma non ne ho avuto il coraggio. Perdonatemi".
E' uno dei passaggi del biglietto scritto da Giuseppe Bondi, di 55 anni, il gioiellere di Canino, in provincia di Viterbo, che ieri mattina ha ucciso la moglie, Lorena Zampetti, di 50, temendo che fosse malata di cancro al seno e poi si è impiccato.
Sull'autenticità del biglietto gli inquirenti non hanno alcun dubbio, tuttavia la procura della Repubblica di Viterbo ha disposto una perizia calligrafica per mettere a confronto la calligrafia dell'imprenditore.
Nel recente passato l'uomo, colpito da depressione, aveva dato segnali d'instabilità ed aveva lasciato trapelare intenti suicidi, tanto che la moglie e il figlio avevano portato via dalla villa il suo fucile da caccia.