

Riceviamo e pubblichiamo:
Api di Viterbo guarda con favore alla iniziativa di approfondire, fuori dagli schemi campanilistici e provinciali, il tema fondamentale delle infrastrutture, come in questi giorni ha tentato di fare il Presidente Meroi. Il gap centenario che relega i nostri territori nelle aree di scarso sviluppo ha le radici in una carenza di infrastrutture viarie di reti di comunicazione stradale e ferroviaria. Oggi se non facciamo attenzione e corriamo presto ai ripari analogo gap lo doppieremo dal punto di vista delle reti immateriali e della innovazione tecnologica.
Soffriamo la carenza di una visione strategica e di lungo periodo: riscoprire la programmazione è come inventare acqua calda ma, seppur banale, è questa una delle necessità primarie. Si badi bene, programmare non significa fare annunci. La programmazione è studiare le necessità, progettare soluzioni realisticamente possibili in termini tecnici ed economici, poi insieme dentro un definito quadro temporale realizzarle. Questa è la programmazione. Il resto sono manifesti elettorali ed annunci.
A questo proposito nello studio della realtà non può balzare agli occhi che mentre ci affidiamo, giustamente, ad un progetto di area di macroregione (non solo grande provincia con Orvieto e Civitavecchia e non solo Etruria che non diventi troppo “padania”) resta inevaso e dimenticato il tema della riforma istituzionale della Regione Lazio. Occorre riscoprire il potere legislativo dell’ente regione.
Api Viterbo sollecita i nostri parlamentare regionali a farsi promotori di una iniziativa legislativa forte ed innovativa a favore di una rinnovata architettura istituzionale del Lazio. Non regge più ed ogni giorno ne abbiamo conferma, una struttura obsoleta di quattro province Latina, Frosinone, Rieti e Viterbo orfane di potere politico rispetto ad una area metropolitana che coinvolge Roma e la sua provincia che invece la fa da padrona su tutto. Una subalternità che pesa soprattutto sulle grandi opere, sui finanziamenti , sulla gestione delle risorse e quindi sugli investimenti. Occorre ridisegnare poteri e bilanciare ruoli all’interno della Regione. Anche qui una insita debolezza, soprattutto politica, ci fa subire da anni le proposte più svariate e sempre a danno del territorio viterbese. Così ad esempio abbiamo assistito a proposte tutti con baricentro romano: Roma Capitale, Roma Gorvernatorato, Roma Città Metropolitana, Roma D.C., e poi sull’altro lato della medaglia … le province, una volta come “ciambella”, una volta come satelliti, in una funzione sempre subordinata alle scelte che prioritariamente venivano effettuate per la città di Roma.
Il territorio laziale ha una sua essenza economica e sociale molto più attiva purtroppo di quelle istituzioni che lo rappresentano. Per questo, come API viterbese, abbiamo pensato ad un progetto di riforma da portare nei prossimi giorni all’attenzione di tutte le forze politiche. Un disegno complessivo di riforma della Regione Lazio, della legge elettorale, degli organi legislativi e di governo, una visione regionale fondata non sul “provincialismo “ ma sul valore crescente della “macroregione” centro Italia.
Marcello Mariani
Segretario Provinciale Comitato promotore "Alleanza per l’Italia"