ANNO 27 n° 281
"Lo stato di crisi del distretto ceramico escluso dall'odg del consiglio provinciale"

Riceviamo e pubblichiamo.

"Giovedì 9 giugno ho provveduto a recapitare in provincia, al presidente del consiglio Piero Camilli e per conoscenza al presidente Marcello Meroi, la richiesta di convocazione di un consiglio straordinario, sottoscritta da tutti i consiglieri di opposizione, per proporre l'approvazione della delibera per la richiesta di riconoscimento dello stato di crisi del distretto industriale civitonico, documento già discusso ed approvato all'unanimità in commissione attività produttive in data 17 maggio scorso.

Nella stessa seduta di commissione avevo sottolineato l'importanza di procedere in tempi brevi all'approvazione da parte del Consiglio e proposto che questo venisse convocato, in sede distaccata, proprio nella cittadina civitonica, per manifestare la vicinanza di tutta la provincia ad una crisi che investe l'unica realtà industriale del nostro territorio. La proposta, accolta con favore, sarebbe dovuta essere discussa e valutata nel consiglio tenutosi in data 19 maggio.In quel consiglio però si è parlato di altro. Si è infatti formalmente aperta una "crisi" nella maggioranza che governa palazzo Gentili, iniziata con la "verifica politico-programmatica" richiesta dai rappresentanti dell'Udc, proseguita con le preannunciate e poi formalizzate dimissioni del Presidente del Consiglio Camilli.

Ora ci giunge la convocazione di un consiglio per il 15 giugno, in cui ci sono all'o.d.g.: le dimissioni del presidente; la mozione per edilizia scolastica provinciale; la mozione per acquisto immobile per sede uffici provinciali. Nessuna traccia della deliberazione sul distretto ceramico. Ma La cosa che più ci preoccupa, al di là delle rassicurazioni che leggiamo a mezzo stampa, è che la "crisi" è tutt'altro che conclusa, tanto che nello stesso ordine del giorno non si fa menzione sulla nomina del prossimo presidente del consiglio.

Non possiamo permettere che beghe interne e lotte intestine tra i partiti che compongono la maggioranza, basate più su personali ambizioni ed interessi, piuttosto che su divisioni "politico-programmatiche", ritardino l'approvazione di una delibera necessaria al proseguimento di un iter lungo e difficile quale quello della richiesta per l'ottenimento dello stato di crisi.Rivolgiamo pertanto un accorato appello ai partiti del centrodestra viterbese, ai loro rappresentanti eletti, al Presidente della Provincia, affinchè tutti tengano fede agli impegni presi e si uniscano a chi è già in campo, partiti, comitati, semplici cittadini a sostegno degli operai e degli industriali del distretto ceramico.La richiesta di convocazione del Consiglio straordinario, ai sensi dell'art. 14, comma 3, dello Statuto Provinciale, obbliga il Presidente del Consiglio ad indire un Consiglio entro un massimo di venti giorni. Questo era l'unico modo di "fissare" una data, che altri avrebbero già avuto l'onere e l'onore di indicare".

Alessandro Angelelli. consigliere provinciale Pd




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