ANNO 27 n° 281
"Lavorare per crescere"

  Venerdì 19 novembre alle ore 12, nella sala del consiglio di Palazzo Gentili, l’assessore al Lavoro e alla Formazione della Provincia di Viterbo, Paolo Bianchini, consegnerà gli attestati di frequenza del progetto “Lavorare per crescere” ai 20 soggetti diversamente abili che hanno partecipato al programma realizzato dalla Provincia di Viterbo.

La prima fase di questo percorso, iniziata il 19 luglio 2010 e terminata il 27 ottobre 2010, ha riguardato tre step: accoglienza e stipula del patto formativo (20 ore), percorso di orientamento (60 ore) e formazione di base e trasversale (40 ore). A questo punto del progetto, dopo la consegna degli attestati di frequenza, gli allievi verranno inseriti in azienda tramite un tirocinio (della durata di 9 mesi) con operatori qualificati, al fine di acquisire conoscenze e competenze inerenti il mondo del lavoro e l’uso di semplici strumentazioni; apprendere diverse mansioni lavorative; raggiungere e mantenere, per tempi prolungati, adeguati standard qualitativi e quantitativi di prestazioni lavorative; sviluppare l’interiorizzazione di modelli comportamentali e relazionali evoluti e compatibili con i modelli di relazione presenti in ambito lavorativo; incrementare le capacità di autonomia personale e sociale, rafforzando l’autonomia psicologica (potenziamento dell’immagine di sé, autonomia decisionale, valutazione del proprio e altrui comportamento).

Ai destinatari del progetto, durante il periodo di tirocinio, verrà erogata un’indennità mensile pari a 500 euro. “‘Lavorare per crescere’ è un progetto che serve a sviluppare percorsi d’integrazione – dichiara l’assessore Bianchini – e a migliorare l’inserimento di soggetti svantaggiati in aziende con cui è stata stipulata una convenzione, in modo da combattere ogni forma di discriminazione nel mondo del lavoro.

Sono state proprio le aziende partner a segnalarci i settori in cui c’era necessità di personale, e quindi la formazione di queste persone è stata fatta in modo mirato”. “Adesso – conclude -, finita la prima fase del programma, si passerà all’inserimento vero e proprio dei soggetti in difficoltà all’interno delle aziende, per dare a chi vive in una condizione di svantaggio un’opportunità di sentirsi realizzato grazie al proprio lavoro”.




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