"La giustizia e il buon senso ti ripagheranno"
Riceviamo e pubblichiamo:
Caro Pietro,
dopo l’accorata lettera inviata a tua madre e che fa seguito alle tante manifestazioni di protesta da te intraprese per difendere disperatamente il tuo lavoro e i tuoi diritti, voglio tornare sull’evento che ti fa partecipe sempre più in una storia dai risvolti tanto drammatici quanto vessatori.
Ha ragione colui che ha definito la “perdita del lavoro come la perdita dell’anima”, come una delle cose più crudeli che possa accadere ad una persona, alle sue aspirazioni, ai suoi bisogni ed alla sua progettazione di vita.
Come ti sarai accorto, in questa nostra Società sempre più povera di solidarietà e di sani valori, l’emarginazione, lo svilimento della persona e della sua dignità umana, hanno preso il sopravvento su tutte le logiche esistenziali, portando, spesso, i Lavoratori come te da una situazione di iniziale disagio ad uno stato di crescente tensione che, in tempi brevi, conduce ad un angoscioso danno esistenziale sulla qualità della vita.
Non è vero che non ci sono soluzioni alla tua vertenza, alle tue richieste e ai tuoi diritti; è vera, invece, l’esistenza di una colpevole disinformazione amministrativa e gestionale che ha indebolito il concetto di lavoro e il suo valore sul mercato, creando un significativo distacco tra coloro che già sono stati assunti nella pubblica amministrazione tramite i cosiddetti “cantieri scuola” e chi, come te, aspetta ancora una concreta risposta dai rappresentanti delle Istituzioni che sembra non giungere mai.
Abbiamo la sensazione di vivere in un’altra epoca, di essere tornati indietro nel tempo, quando si approvavano Leggi e Regolamenti che limitavano fortemente le aspettative dei Lavoratori, spesso abbandonati alla mercé di “ricette padronali” fatte di sfruttamento e di miseria crescente per moltissimi operai.
Caro Pietro, in questo momento, posso confermarti che, a fronte dei pochi Amministratori e autorevoli personaggi, ai quali hai rivolto il tuo ripetuto e disperato appello e che mostrano inconsapevolezza alla tua ansia e alla tua sofferenza, ci sono tante persone che seguono con trepidazione l’evolversi degli eventi, con la speranza di una affermazione, di una vittoria legale sull’intera questione inerente la “Vetralla-Servizi”.
Contro l’ottusità e la “cecità amministrativa” di coloro chiamati in causa dal tuo specifico e singolare caso che, è bene ricordarlo, rappresenta la “punta dell’iceberg” nell’attuale mondo del lavoro, sempre più avaro di sicurezza e di progettazione per tantissimi salariati, occorre intraprendere una lotta sindacale e politica che trovi protagonisti attori combattivi e determinati nel portare a termine le tue sacrosante rivendicazioni.
Per quanto mi riguarda e al limite delle mie possibilità, cercherò di adoperarmi ancora affinché il tuo calvario resti sempre vivo e partecipato fino a quando la giustizia e il buon senso ti ripagheranno delle tante peripezie che stai soffrendo insieme alla tua famiglia e a tutti coloro che ti stimano e che ti vogliono bene.
IL CONSIGLIERE DEL GRUPPO PD
Roberto Talotta