

Riceviamo e pubblichiamo:
Mentre il “post-PDL”, quello al governo dopo l’esclusione del co-fondatore Gianfranco Fini, cerca di valutare i danni provocati e le ferite subite nelle recenti elezioni Amministrative, anche a Viterbo i dirigenti del PDL stanno esaminando i “risultati” conseguiti. In tutto ciò in molti non si sono nemmeno accorti che in sordina, molto in sordina, la governance della Società Francigena – società in house multiservizi del Comune di Viterbo - è mutata. La motivazione: la soddisfazione dei palati di qualche gruppo consiliare di maggioranza del Comune di Viterbo, e non motivazioni tecniche o di interesse pubblico ma unicamente di convenienza politica.
E’ curioso notare come in questi giorni, in merito alla Francigena sono apparse sui quotidiani informazioni poco rilevanti (un ricorso vinto per una multa elevata nei confronti di un autobus della Società a Milano), mentre dei dati di bilancio della Società, approvato ormai da più di due settimane, nemmeno l’ombra. Dati di bilancio che evidenziano che la Società è stata risanata finanziariamente e che è tornata in pieno equilibrio. La modifica del Consiglio di amministrazione della Francigena è stata voluta soprattutto da una parte degli ex An presenti nell’Amministrazione comunale i quali, c’è da precisare, sono stati eletti anche grazie ai voti provenienti da parte di coloro che nel PDL si riconoscevano nella figura di Gianfranco Fini, co-fondatore del partito. Consiglieri comunali che ad oggi mettono in moto meccanismi di esclusione nei confronti di chi è rimasto coerente al Presidente Fini. Ma a quanto pare in questo Paese a volte la professionalità e la coerenza non pagano.
Le “epurazioni” dei finiani, dettate dai vertici del partito nazionale e locale del PDL, però non fermeranno quel movimento di rinnovamento che ormai è cominciata nel nostro Paese, iniziato da Milano questi giorni, e che sostiene principi di libertà, etica, legalità e meritocrazia. Ricordo inoltre, visto che il Consiglio comunale ancora non ha stabilito gli indirizzi per provvedere alla nomina dei Consiglieri di amministrazione delle società in-house, come previsto dall'art. 50 del D.Lgs. n.267/2000, che le decisioni del Sindaco devono essere sempre rivolte alla migliore realizzazione dell'interesse pubblico e che la discrezionalità non è sinonimo di arbitrarietà.
Francesco Giorgio
FLI – Futuro e Libertà per l’Italia