

di Alessandra Pinna
Bene Giurisprudenza ma non a discapito di Scienze Politiche. E’ molto chiaro Maurizio Ridolfi, il preside della Facoltà di Scienze Politiche che commenta la notizia aleggiata in questi giorni di una possibile chiusura di alcuni corsi dell'Università "San Carlo", per fare posto a Giurisprudenza.
“Tengo a precisare che mi sento parte dell’Ateneo della Tuscia e ben venga l’espansione della proposta didattica per il territorio – spiega Ridolfi – da alcuni mesi i giuristi dell’Università hanno avanzato l’ipotesi di strutturare la Facoltà di Giurisprudenza, io sono stato uno dei primi ad esprimere apprezzamento per la proposta”. Secondo Ridolfi la nuova offerta porterebbe prestigio all’intera Università della Tuscia ma tiene a precisare che risorse, strutture e spazi dovranno essere predisposti ex novo e non svantaggiare Scienze Politiche e le Facoltà già esistenti. Il progetto di inserire il corso in Giurisprudenza (nella proposta compare anche Ingegneria che però avrebbe la sede a Civitavecchia) è stato fatto in ragione di una politica di espansione e non restringimento.
“La notizia trapelata in questi giorni non è stata sviscerata in modo reale – spiega il preside di Scienze Politiche - il rettore Mancini sa bene che, se la nuova facoltà dovesse andare in porto, non dovrà esserci nessuna spartizione con Scienze Politiche – continua Ridolfi – anzi, essendo Scienze politiche (in generale) una gemmazione di Giurisprudenza si dovranno attuare delle politiche di collaborazione, mantenendo sempre una chiara distinzione di ruoli e corsi di studio”.
Se l’ampliamento della proposta formativa dovesse passare, i docenti delle materie giuridiche della Facoltà di Scienze Politiche lascerebbero la loro cattedra per Giurisprudenza. A questo punto il corso Sam (Scienze della pubblica amministrazione), di Scienze Politiche, perderebbe delle materie importanti ma, il preside Ridolfi aderendo al dipartimento della facoltà di Economia in vista di una futura collaborazione, ha annunciato una ridefinizione del corso di studi. Grazie al concorso dei professori di Economia , “scienze della pubblica amministrazione”, che ovviamente dopo il cambio di maetrie cambierà nome, potrà continuare a far parte della proposta didattica di Scienze Politiche. Quindi nessun corso sarà abolito.
Al momento la proposta rimane tale, anche perché Il Rettore Mancini nelle sedi ufficiali e in Senato Accademico, non ha ancora presentato alcun progetto. “Tempi e modalità di ogni progetto di espansione sono comunque tutt’altro che “a breve” – spiega Ridolfi - lo si farà in base a quanto previsto dalla riforma Gelmini. I cittadini e gli studenti devono sapere che la sua messa a regime richiederà almeno 18 mesi dalla sua entrata in vigore. Quindi – conclude il preside - la nuova proposta didattica potrà divenire effettiva, non prima dell’anno accademico 2012/2013”.