

VITERBO - “Per Viterbo l’unica soluzione concreta a breve termine è aprire al traffico civile l’attuale pista di 1500 metri e puntare su un aerostazione a livello regionale”. All’indomani dell’assemblea di Confindustria, in cui sono emerse le evidenti criticità inerenti all’aeroporto, questo il commento di Paolo Caravello, che aggiunge: ”In questo evento l’unica cosa certa emersa è che l’aeroporto internazionale di Viterbo non si farà a breve. In verità ciò si era capito ormai da tempo, effettivamente la realizzazione di un’opera di tale importanza richiede uno sforzo enorme soprattutto in termini d’investimenti quindi a mio avviso solo chi è in evidente malafede continua a sostenere che tutto fila liscio".
"Il ritardo c’è - continua - come anche le responsabilità di chi lo ha determinato. Noi siamo fermamente convinti della valenza del progetto, ma a differenza d’altri ci piace stare con i piedi a terra, praticando una politica che si basa su soluzioni concrete e non sulla mera propaganda. Sono tre anni che sentiamo tante promesse ma i risultati parlano chiaro, finanziamenti zero. Ora considerando l’attuale situazione di crisi economica, in cui nelle casse dello stato mancano addirittura i soldi per asfaltare le strade ed i tagli sono consistenti in tutti i comparti, sinceramente le perplessità degli industriali laziali sono del tutto legittime senza considerare poi la precaria situazione politica nazionale che inevitabilmente “ingessa” l’attività programmatica del governo".
"In sostanza se tutto dovesse andare per il meglio nella migliore delle ipotesi il primo vettore potrebbe atterrare nella nostra città non prima del 2025. Certo - prosegue Caravello - ci sono politici che assicurano che un’aerostazione civile si costruisce in cinque anni, ormai siamo tristemente abituati a certe sciocchezze, di fatto, attualmente dopo circa un triennio dalla scelta effettuata dall’allora ministro Bianchi, il CIPE non ha stanziato neanche la prima trance dei finanziamenti".
"In tale quadro noi di Futuro Tuscia ribadiamo che l’idea di puntare su un aeroscalo regionale rendendo operativa l’attuale pista di 1500 metri costituisce una soluzione che, oltre a non ostacolare la realizzazione del progetto finale, porterebbe concretamente in tempi brevi una ventata di respiro per il nostro martoriato territorio senza essere costretti a dover aspettare ancora quindici anni”.