

VITERBO - "Troviamo veramente paradossale dal punto di vista politico, strategico ed ambientale, come possano essere compatibili, compenetrandosi l’una con l’altra, due aree di così vasta importanza territoriale come quella termale ed aeroportuale". E' la domanda che si fa il consigliere comunale del Pd Fabrizio Fersini e che rivolge alla giunta Marini.
"E’ assolutamente comprensibile il perché non si è riusciti a rispondere al quesito dei molti cittadini viterbesi, per il semplice fatto che, non è mai stata fatta ad opera delle amministrazioni comunali succedutesi negli ultimi 20 anni, una seria programmazione politico-ambientale-strategica e specifica di interesse pubblico delle intere aree, che avesse consentito di individuare “il come” e “in che maniera” si sarebbe potuta sviluppare definitivamente per la prima volta, la nostra più grande risorsa turistico- ambientale, come “Il Termalismo” - incalza Fersini -. Tutto questo ha fatto si, che l’iniziativa pubblica sia stata lasciata completamente nelle mani dei privati, permettendo così ad Aeroporti di Roma di decidere dove doveva essere posizionata l’intera zona aeroportuale che oggi di fatto compenetra l’intera zona di sviluppo termale".
"I cittadini si stanno chiedendo come sia possibile venire a godere delle nostre splendide acque termali e fanghi curativi e nello stesso momento, sentirsi sfrecciare sulla testa circa 200 voli al giorno e ancora, si stanno chiedendo se l’aeroporto fosse una vera risorsa per il nostro territorio così dov’ è posizionato, come mai a Ciampino e comuni limitrofi i cittadini hanno proclamato un referendum per la chiusura dello scalo aeroportuale? - prosegue il consigliere -. Inoltre, si stanno chiedendo se questo stato di confusione progettuale non metta definitivamente a rischio per sempre il reale e sacrosanto sviluppo del “termalismo” tanto invocato dalla politica trasversale degli ultimi giorni".
"Non sarebbe stato più opportuno fare una conferenza dei servizi invitando la società civile le organizzazioni sindacali gli operatori turistici e tutte le parti in causa, per far si che da questa sinergia scaturisse un documento condiviso da tutti, per il bene comune della città di Viterbo? La sensazione che si ha è che per l’ennesima volta si è persa un’opportunità per la crescita della città, mettendo ancora nelle mani di pochi la decisione di una intera collettività" conclude Fersini.