

VITERBO – Tre antichi elementi architettonici risalenti all’epoca romana, due in tufo e uno in peperino, sono il frutto di una scoperta archeologica portata a termine nei pressi di Falerii Novi, nel tratto lungo la sponda del Rio Purgatorio.
Gli oggetti, venuti alla luce durante una ricognizione del territorio dell’Associazione Argilla, in concomitanza con una visita di un gruppo di studenti e architetti provenienti da Zurigo, sono stati recuperati dal Comune di Fabrica di Roma il 29 dicembre scorso.
“Sono tre elementi architettonici – commenta la dottoressa Laura Caretta, presente insieme a Egidio Badini alle fasi del recupero – uno in peperino e due in tufo, molto probabilmente appartenenti all’apparato decorativo di uno dei grandi monumenti funerari che fiancheggiavano la Via Amerina presso il ponte romano sul Rio Purgatorio, proprio di fronte alle mura di Falerii Novi. I reperti, di particolare pregio – spiega la Caretta, assistente tecnico della Soprintendenza per i Beni Archeologici dell’Etruria Meridionale – sono il rocchio di colonna in peperino con il fusto a scanalature e parte di una cornice modanata in tufo.
La datazione dei reperti può essere collocata indicativamente nella prima età Imperiale Romana. Quello che è stato recuperato, sarà poi esposto all’interno della chiesa di Santa Maria in Falleri.
Dopo aver rimosso gli elementi in tufo, completamente ricoperti dal muschio, il trasporto del fusto di colonna, parzialmente interrato (oltre trecento chilogrammi di peso, lungo circa un metro e mezzo e del diametro di circa un metro), è stato particolarmente impegnativo. Durante le fasi del recupero era presente il consigliere delegato al Patrimonio e alla valorizzazione dei Beni Artistici e Archeologici di Fabrica di Roma, Sigismondo Sciarrini e la storica dell’arte Francesca Patrizi.
“Dopo la segnalazione – commenta Sciarrini – ho subito effettuato un sopralluogo sul posto e mi sono preoccupato delle incombenze utili alle necessità del caso. Infine, insieme alla Soprintendenza per i Beni Archeologici dell’Etruria Meridionale, abbiamo concordato tempi e modalità per la rimozione di queste importanti testimonianze archeologiche. Dopo questa scoperta – commenta soddisfatto il consigliere delegato Sciarrini – il nostro impegno, in piena collaborazione con la Soprintendenza, sarà ancora più incisivo. La tutela, salvaguardia e valorizzazione dell’area storico-archeologica e naturalistica della Via Amerina e della città romana di Falerii Novi, infatti, è uno degli obiettivi più importanti dell’amministrazione Scarnati”. A breve si stabilirà la collocazione definitiva della colonna ma si prevede una sua sistemazione nel contesto della realtà archeologica di Falerii Novi.