ANNO 18 n° 119
''Tanta passione e massimo impegno
cosi la Federazione va a canestro''
Vasco Michelini traccia un bilancio del suo primo anno da delegato provinciale
''Il settore della Tuscia sta ripartendo, ora si deve puntare tanto sui giovani''
04/02/2016 - 11:51

VITERBO – Un anno è un arco di tempo giusto per tirare un attimo il freno, gettare un occhio indietro e perché no tirare anche qualche somma. D'altronde in dodici mesi si possono fare – è sono state fatte in questo specifico caso – molte cose. C'è chi ha girato il mondo in bicicletta, chi ha circumnavigata i cinque angoli della terra in barca a vela, chi ha scritto grandi romanzi passati alla storia e chi ha aspettato, magri, la nascita di un figlio.

 

In dodici mesi, quindici per l'esattezza, Vasco Michelini, delegato provinciale della Fip di Viterbo, non ha fatto nulla di cui sopra, perché la sua missione era un'altra: rimettere in moto l'iceppato motore del basket della Tuscia, piantato da una situazione socio-economica non facile, arrugginito da anni di immobilità, e di certo non aiutato da una Federazione che chiede tanto e, forse, ascolta poco. Dallo scorso ottobre 2014, al giovane imprenditore viterbese, che in questo sport è dentro ormai da una trentina di anni, è stato dato il mandato, da parte del presidente regionale Francesco Martini, di provare a risollevare le sorti del settore. Un compito difficile, arduo. E Viterbonews24, con l'aiuto e le parole di Michelini, ha tracciato un bilancio di quanto fatto fino ad oggi.

 

 

 

Delagato, un impegno non indifferente quello che le è stato dato dal presidente regionale Martini un anno fa...

 

''Un compito non facile, è vero. Ero cosciente della situazione generale del basket della Tuscia, e nazionale, quando ho deciso di intraprendere questo incarico. Sono felice della scelta fatta''.

 

Come ha trovato la situazione al suo insediamento?

 

''Ingessata. Ferma. Si veniva da un periodo difficile sotto tanti punti di vista. E penso che non si possa indossare la colpa a chi mi ha preceduto, che davanti si è trovato una situazione quasi impossibile e ha comunque cercato di fare qualcosa''.

 

Quasi una montagna da scalare...

 

''Diciamo che abbiamo dovuto armarci di martello e scalpello per cercare di risalire''.

 

Quali sono state le difficoltà più grandi?

 

''Sicuramente fa ripartire la macchina organizzativa: rimettere in piedi corsi, stage, eventi di promozione, ristabilire un collegamento con la Federazione e soprattutto riattaccare la spina delle comunicazioni con le società cestistiche di Viterbo e provincia’’.

 

E fino adesso pensa di aver raggiunto gli obiettivi prefissati?

 

''Oltre alle parole la delegazione si è mossa anche con i fatti. E questo è un punto su cui nessuno penso possa obiettare''.

 

Questi fatti in cosa sono stati tradotti?

 

''In diverse situazione che mancavano da tempo, e svolte tutte sul territorio: corsi per allenatori di primo e secondo livello, dove, in un’occasione, abbiamo avuto l’onore di avere come relatore Cristiano Calvani (attuale coach della Dinamo Sassari di serie A, ndr). Clinc per istruttori di minibasket che hanno visto arrivare al PalaMalè Maurizio Cremonini e Roberta Regis, due dei migliori tecnici nazionali del settore. Istituzione dei campionati per le categorie giovanili, con la possibilità di dare così un torneo anche ai più piccoli. E cosa più importante una voglia generale, che abbiamo visto nei numeri, di avvicinarsi e restare al passo con il mondo dei tecnici''.

 

Per fare questo deve aver avuto una squadra molto affiatata alle spalle

 

''Sì. In questo senso sia il lavoro fatto da Angelo Bondi (presidente Cna) e Lorenzo Tedeschi (responsabile minibasket) è stato grandioso. Bondi è un coach molto preparato, si è messo subito a disposizione e l’aver portato Calvani a Viterbo è merito suo e del suo carisma. Tedeschi con i più giovani stà facendo un lavoro eccezionale. Ha creato entusiasmo e aperto un aiuto concreto per chi vuole diventare istruttore. Due figure professionali e passionali. E non potrebbe essere altrimenti, perché qui nessuno percepisce lo stipendio, e tutto quello che si fà è mosso dal sano amore per questo sport''.

 

Anche con la Federazione sembra che le cose siano migliorate. Si è tornati ad avere un filo più diretto, no?

 

''La comunicazione è aperta. Molti non sono che Viterbo ha un grande amico, e questo si chiama Gaetano Laguardia (numero due del basket italiano, ndr). Il commissario è intervenuto personalmente anche durante una riunione svolta qualche tempo fa con le società sportive viterbesi, a testimonianza di quanto tiene a questo pezzo di Lazio. In più c’è anche il presidente Martini che ha sempre dimostrato piena disponibilità nell’ascoltare. Sicuramente quel mutismo del passato ora non c’è più''.

 

Ora cosa manca per rimettersi a correre come ai bei tempi?

 

''I numeri. Intesi come squadre, giocatori, società. Purtroppo la situazione di sofferenza degli ultimi anni nel basket italiano penso si sia ripercossa in negativo sotto questo punto di vista e abbia aiutato a creare un solco con questo gioco. Molte società non sono potute andare avanti, ragazzi che si sono così allontanati magari per avvicinarsi ad altri sport. Anche a livello nazionale il calo è stato palese, con continue riforme dei campionati. Tutte cose che sicuramente hanno avuto e stanno avendo un peso in negativo''.

 

Quasi un cimitero degli elefanti…

 

''Un capitolo buio dal quale bisogna ripartire''.

 

A Viterbo però qualche solida realtà è rimasta

 

''Sì. Penso a Stella Azzurra e Ants su tutti, diciamo che sono il nostro fiore all’occhiello. La Stella è una solida realtà, iscritta in quella B che ad oggi è la terza serie più importante e dove sta facendo molto bene. Le ragazze rosa delle Ants invece sono un vero miracolo. E in questo senso non si può che fare un grande plauso a coach Carlo Scaramuccia, istituzione ed esempio da seguire''.

 

Squadre che fanno bene puntando sui giovani…

 

''Esatto. Questa il fattore più importante. Soltanto partendo da qui si possono gettare le fondamenta e cambiare le cose. Noi come Fip non vogliamo mollare sotto questo fondamentale punto. Dallo scorso 27 di gennaio, infatti, è partita un’iniziativa che porterà il basket dentro tante scuole, di Viterbo e provincia. Questo è un lavoro che deve essere periodico''.

 

Gli ottimi risultati della Nazionale agli Europei, ma anche la possibilità di disputare le Olimpiadi, in questo senso, potrebbero dare una grossa mano?

 

''Penso di sì. E sono proprio quelli i giocatori a cui ci si deve aspirare. Gente come Belinelli, Gallinari, Bargnani. Prodotti del nostro basket e usciti delle nostre cantere. Se gli azzurri fanno bene, ci guadagna tutto il movimento''.

 

Cosa ci dobbiamo aspettare dal comitato viterbese per questo 2016?

 

''Altri progetti, idee. Tutto ciò che possa continuare a far muovere questa macchina. Ripartire è stato difficile, ora non dobbiamo fermarci''.




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