

di Domenico Savino
VITERBO - E' già vigilia di campionato. Si recupera la quinta giornata di ritorno quella saltata per neve che la Viterbese già sapeva di dover posticipare per la richiesta formulata in lega dall'Arezzo, il cui attaccante Salim Cissè era impiegato nel torneo di Viareggio. Si affronta un avversario ferito dalle quattro mazzate ricevuta dalla Pianese che ha sfruttato le amnesia difensive della squadra allenata da Michele Bacis. Arezzo che era giunto ai piedi dell'Amiata carico di aspettative ed è stato fischiato a fine gara dai propri tifosi.
Pesante la battuta d'arresto della vice capolista che ora si trova sette punti dietro il Pontedera che ha approfittato del passo falso della diretta concorrente vincendo contro il Castel Rigone 1-0. Si pensava alla vigila che lo scorso turno potesse essere decisivo e il pronostico è stato rispettato. D'altro canto si può dire che mancano ancora dieci gare e che c'è lo scontro diretto in casa degli aretini, ma il margine inizia a essere consistente.
Discorsi che toccano anche la Viterbese. Il team di Conticchio può disporre di Piccolo e Cristiano (espulsi domenica, ma sconteranno la squalifica nel prossimo impegno di Pierantonio) e deve approfittare dello sbandamento dell'Arezzo. E' presumibile che i toscani non abbiano del tutto assorbito la botta, pertanto i gialloblù, assumendo il giusto approccio alla gara, possono dire la loro e guadagnare un risultato positivo utile nella lotta play off e soprattutto nel morale. Sarà importante scalfire ulteriormente le sicurezza dell'Arezzo (che non ha alternative alla vittoria per alimentare la fiammella della speranza) per uscire indenni dal ''Comunale''.
La gara proprio per queste premesse non si preannuncia facile, ma in queste occasioni si deve tirar fuori quel carattere battagliero che aveva connotato la carriera sui campi del Conticchio calciatore. La squadra ha recuperato una buona dose di autostima dopo la vittoria sulla Pontevecchio e l’impegno va preso con le molle senza lasciare nulla al caso.
La formazione ricalcherà quella vista a Soriano dal momento che sono tutti disponibili. Scampato il pericolo di non poter utilizzare Piccolo e Cristiano si andrà a ridisegnare il 4-4-2 che ha avuto ragione dell’ex Martinetti. Quindi Santi (confermato) tra i pali, difesa composta da Vanacore, Fapperdue, Lispi e Cherubini; quartetto mediano con Franzese, Piccolo, Cristiano e Mereu; Majella e Vegnaduzzo di punta. Morini dovrebbe partire dalla panchina a meno che non si riproponga la staffetta con l’ex Pierantonio.
Per ciò che riguarda l’Arezzo, Bacis non deroga dal 4-3-1-2 e punterà tutto sull’attacco per dimenticare i colpi di Del Giusto, Pereyra e la doppietta di Giomarelli. Va detto che la Pianese ha giocato di rimessa e ha ottenuto il massimo possibile dalle quattro conclusioni in porta. Pertanto Bucchi farà da estremo difensore, retroguardia con Macellari, Pucci, Pecorari, Mencarelli; Crescenzo, Bozzoni, Mautone in mediana; Martinez alle spalle di Raso e Rubechini (Borgogni)
In casa Flaminia, dopo l’emozionante vittoria contro lo Zagarolo, Puccica ha tutta l’intenzione di riproporre gli stessi undici che hanno superato i romani. Il tridente d’attacco sta funzionando con i 23 gol finora realizzati; sono ben oliati i meccanismi offensivi con i continui tagli ad attaccare la profondità che mettono in crisi le difese (poiché le punte si ritrovano, muovendosi con i tempi giusti, alle spalle della retroguardia).
Puccica non vuole fermarsi e sfrutta l’onda lunga dell’entusiasmo. A bassissima voce si parla di obiettivo play off, ma è bene che la squadra resti con i piedi per terra, mantenendo questo spirito che ha contraddistinto la risalita. Più volte il presidente Ciappici ha parlato di sfortuna che attanagliava i suoi calciatori e che impediva di sorridere. Evidentemente aveva ragione.