

VITERBO – Un centinaio di dipendenti del gruppo Ro.Ri. a rischio licenziamento: a lanciare nuovamente l’allarme per la clinica Nuova Santa Teresa di Viterbo e la casa di cura di Nepi sono i sindacati Cgil, Cils, Uil e Usb che hanno incontrato il sindaco di Viterbo Giulio Marini per fare il punto della situazione.
''Dopo il taglio alle strutture ospedaliere di Montefiascone, Civita Castellana e Acquapendente ora è il turno delle cliniche convenzionate con la Regione Lazio - ha dichiarato Angelo Sambucci della Uil - questo ha portato gravi ripercussioni non solo per i lavoratori, ma anche per i cittadini che sono costretti a spostarsi in altre province per poter ottenere ciò di cui hanno bisogno''.
''La scure si sta abbattendo anche sui dipendenti a tempo indeterminato della clinica viterbese - ha aggiunto Brizi della Cisl - dopo essere toccato ai lavoratori a tempo determnato. E' ora, perciò, che Regione ed Asl facciano qualcosa''.
Secondo i sindacati, infatti, il gruppo Ro.Ri. vanterebbe nei confronti della Asl un credito di circa un milione e mezzo, che potrebbe evitare il licenziamento dei cento dipendenti ed i sindacalisti sono pronti a ricorrere alla Procura della Repubblica per chiedere degli accertamenti al riguardo.
Dal canto suo il sindaco di Viterbo si è detto pronto a fare tutto il possibile per salvaguardare le strutture sanitarie viterbesi.