ANNO 18 n° 327
Lettera a Francesco Serra killer del centrosinistra
di Arnaldo Sassi
09/02/2016 - 11:29

Caro Francesco,

mi perdonerai se mi intrometto in questa vicenda esilarante e, allo stesso tempo tragica, che si sta vivendo ormai da quasi due mesi a palazzo dei Priori; ma credo che anche tu converrai con me che di questa tiritera non se ne può più. E che il cittadino comune, a questo punto completamente sfiduciato di un centrosinistra che doveva rivoltare Viterbo, ma che in realtà ha fatto solo rivoltare lo stomaco, attenda con ansia solo una soluzione definitiva: o si riparte o si va tutti a casa.

 

Ora tu, poco prima di Natale, hai deciso di metterti a capo dei ''Magnifici (si fa per dire!) sette'', certificando nero su bianco che l’esperienza Michelini doveva considerarsi conclusa. Bene.

 

Prima domanda: quali sono i motivi che hanno portato te e gli altri Magnifici (sic!) sei a questa drastica sentenza? L’incapacità ad amministrare del buon Leonardo e dei suoi assessori? L’argomento non regge per vari motivi. Intanto dovresti spiegare perché, solo un mese prima, tu e tutti gli altri pistoleros avevate votato contro la mozione di sfiducia presentata dalle opposizioni. Cos’è cambiato nell’ultimo mese? Poi, hai costantemente ignorato (volutamente?) le iniziative che – almeno in certi settori – il Comune ha portato avanti (leggi: lavori pubblici) e che un capogruppo della maggioranza consiliare avrebbe dovuto quanto meno sostenere.

 

Seconda domanda: non è che nella tua caparbia volontà di mandare a casa Michelini abbiano invece influito fatti del tutto estranei alla gestione dell’amministrazione comunale, ma più prettamente politici (io li chiamerei: lotte di potere), che si sono sviluppati all’interno del centrosinistra e nei quali il sindaco s’è fatto ingenuamente coinvolgere?

 

Su questo è giusto mettere un punto fermo. Leonardo Michelini più di una delusione l’ha fornita. Soprattutto perché ha ritenuto di poter amministrare con la filosofia del continuo compromesso al ribasso, come era uso nella prima Repubblica. Non sto qui a ricordare i continui smottamenti cui è stata sottoposta la sua giunta a causa della famelica voracità delle sue componenti (quella capitanata da Beppe Fioroni, in primis); e non sto qui a ripetere ciò che già altre volte ho avuto modo di sottolineare. Vale a dire che il sindaco avrebbe dovuto dettare lui la linea, dimostrare di essere al di sopra delle correnti, dei venticelli e delle bufere, tenendo la barra dritta sul programma che si era dato a inizio legislatura (la cazzata più evidente l’ha compiuta mettendosi a capo dei cosiddetti Moderati e Riformisti).

 

Ma tutto questo – su cui credo concorderai – non ti esime dal peccato di non esserti mai voluto prendere le tue responsabilità fino in fondo, come invece il tuo ruolo avrebbe richiesto.

 

E allora torniamo alla primavera 2013. Sfidasti Michelini alle primarie e, successivamente, fosti il più votato del Pd alle elezioni. Sarebbe stato ovvio per te accettare il ruolo che all’epoca ti fu proposto: quello di assessore e di vice sindaco. Rifiutasti. Perché?

 

Veniamo al dopo. Di fronte alle difficoltà sempre più evidenti (dovute costantemente alla famelica voracità delle componenti di maggioranza), che Michelini – va detto – non è stato in grado di affrontare nella giusta maniera, forse avresti dovuto prendere la palla al balzo, in quanto leader dello schieramento di governo. Avresti dovuto aiutare il sindaco a chiudere tutte le finestre per evitare gli spifferi. Avresti dovuto, soprattutto, mettere le mani nella (diciamo) marmellata e sporcartele fino in fondo. Per aiutare la barca a navigare verso lidi più tranquilli.

 

Ma in realtà, cosa hai fatto? Invece di fare il renziano (ma anche qui la domanda è d’obbligo: che razza di renziano sei, se il premier viene accusato di portare il Pd verso il centrodestra e tu fai l’esatto contrario?), hai preferito fare il grillino, mestiere molto più semplice e, soprattutto, più comodo. Limitandoti a criticare e a distruggere, senza mai fare uno sforzo per proporre e costruire.

 

Ormai, comunque, la frittata è fatta. E, visti i toni che si stanno usando ormai da svariati giorni a questa parte, ritengo che una ricomposizione della vertenza sia praticamente impossibile. Anche perché ho la personale impressione che dietro tutto ciò, più che motivazioni strettamente politiche e amministrative, ci sia una sorta di rancore e di voglia di vendetta. E’ una mia idea soggettiva, che sicuramente sarà smentita, ma che sento sgorgare da tutto quello cui ho dovuto assistere con l’animo dell’osservatore esterno e distaccato.

 

Però, caro Francesco, mettiamo un altro puntino sulla ''i''. Tu, mettendoti a capo dei ''Magnifici sette'', hai deciso di accendere la miccia. Ora sta a te, se non altro per coerenza, far esplodere la bomba. E’ giunto il momento che ti assuma le tue responsabilità. E allora, lascia stare i comunicati stampa in cui chiedi le dimissioni del sindaco. Va dal notaio e firma le tue dimissioni, insieme a quelle degli altri sei. Oppure – e sarebbe la cosa migliore – presenta una bella mozione di sfiducia, da discutere in consiglio comunale, unica sede deputata allo scopo. Così almeno, dal dibattito che ne verrà fuori, ogni cittadino potrà farsi una propria idea sul fallimento di uno schieramento di cui tu sei stato una delle colonne portanti.

 

Per il momento, al di là degli innumerevoli errori commessi da Leonardo Michelini, una sola cosa è certa: la storia ti ricorderà come il killer del centrosinistra viterbese.




Facebook Twitter Rss