ANNO 18 n° 147
Il Genio che vorrei: ''Una multisala''
Rossi (Caffeina), Pelliccia (Biblioteca) e Capo (Medioera) concordano
''È assurdo che a Viterbo ne manchi una''. Cecchini: ''Meglio il teatro leggero''
10/02/2016 - 12:14

VITERBO – E mo’ (dal latino mox) che ci facciamo con il teatro Genio? Calma e gesso, anzi cartongesso, perché viste le condizioni in cui versa lo storico cinema rientrato lunedì in possesso del Comune, probabilmente bisognerà aspettare. Prima, il sopralluogo dei tecnici del settore Lavori pubblici, che stabiliranno criticità ed interventi necessari per riportare la struttura alle più elementari condizioni di sicurezza, oltre che di dignità. E poi per capire come intenderà muoversi l’amministrazione comunale stessa, magari con un bando per i privati, un project financing o roba del genere.

 

Nell’attesa di tutto questo, niente impedisce a Viterbonews24 di fare un giro d’opinione tra gli addetti culturali cittadini, per riportare i loro desiderata. Insomma, la domanda è sempre quella: cosa ci fareste al Genio?

''Cosa ci farei? Un cinema multisala – risponde deciso Filippo Rossi, fondatore di Caffeina nonché leader di quel movimento civico, Viva Viterbo, che in consiglio comunale si è tanto battuto per il Genio come per il teatro dell’Unione – Parlo da genitore di due figli adolescenti – prosegue Rossi – che sono costretto ad accompagnare regolarmente al cinema a Vitorchiano. Che Viterbo, un capoluogo di provincia, debba avere un cinema è prima di tutto una battaglia di civiltà, ma anche una questione economica: quanti viterbesi come me vanno fino a Vitorchiano, spendendo soldi in benzina e spendendo soldi a Vitorchiano? E quante cinefili della Tuscia non vengono a Viterbo da quando non c’è più un cinema (anche se, per la cronaca, una sala ci sarebbe ancora: quella del Lux, ndr)? Dunque, ecco la questione economica: una multisala lì, nel cuore del centro, darebbe beneficio a tutti, per primi ai commercianti’''. Resterebbe sempre il problema di come farla, una multisala, con quali quattrini. Rossi è consapevole: ''Se fossi sindaco, ristrutturerei tutto con i soldi pubblici, perché questa è una chiara scelta politica e sociale. Ma mi rendo conto che non è possibile, specie coi tempi che corrono. Allora si faccia altrimenti, un bando per i privati, qualsiasi cosa, ma si faccia in fretta. Perché a questo punto la vittoria non è aver riottenuto le chiavi del cinema, ma arrivare ad inaugurarlo… Detto questo: un plauso all’assessore Barelli, che ha contribuito a riportare un bene pubblico nella disponibilità pubblica’''.

 

Uno dei pochi uomini di cinema (e di spettacolo tout court) viterbesi è Pier Maria Cecchini. Attore, autore, regista, volto noto di tanti spettacoli. Lui la vede in modo diverso: ''Cosa farei al Genio? Un teatro di varietà, di commedie, commedie musicali. Quello che era una volta, insomma, quando da lì sono passati anche tanti grandi, a partire da Gino Bramieri. All’Unione invece lascerei i grandi allestimenti. Anche se al momento parliamo di una città che non ha teatri, visto che il San Leonardo nasceva per altri usi: una situazione che fa ridere, o forse piangere. Una multisala? Credo che sia tecnicamente difficile realizzarla al Genio, ma mi rendo conto che anche il cinema in città ha bisogno dei suoi spazi, magari altrove''.

 

Leggi il giorno della riconsegna del Genio al Comune

 

L'ipotesi multisala riscuote – con sfumature diverse – il gradimento anche di altri due interlocutori che abbiamo ascoltato. Paolo Pelliccia, commissario straordinario del Consorzio biblioteche: ''Sì alla multisala, perché oggi una sala da 800 posti, come quella del Genio non ha più senso per il mercato e non solo per quello. Semmai dico: multisala, con uno spazio anche per il cinema d’essai, le rassegne, il cinema d’autore. E magari anche spazi per presentare libri a tema. La forza di quel posto è la posizione, centralissima. Resto perplesso sulla ristrutturazione, così come su quella dell’Unione, visto che oggi bisogna ottemperare a parecchie misure di sicurezza e certe strutture sono troppo vecchie e progettate secondo canoni che non esistono più. Ah, sarebbe anche giusto che il Genio tornasse ad ospitare gli studenti, per le loro assemblee: so quanto è urgente e attuale il problema degli spazi per gli alunni''.

 

Sulla multisala ''smart'' concorda anche Massimiliano Capo, direttore artistico di Medioera, il festival di cultura digitale: ''Con gli incassi della grande distribuzione, dei block buster da tutto esaurito, si potrebbe mantenere anche una sala per il cinema d’essai – spiega – A Viterbo, del resto, ci sono tanti ragazzi che lavorano nel cinema creativo, nei cortometraggi, video sul web eccetera: concedere loro uno spazio sarebbe un segnale importante. E credo che il Comune possa anche inserire delle raccomandazioni, degli indirizzi d’uso, in eventuali futuri contratti coi privati che si prenderanno in carica la gestione. E naturalmente, oltre al cinema, vedo bene anche un locale, bar, un negozio, uno spazio dove incontrarsi, naturalmente con il wi-fi e tutti i servizi e le comodità''.

 

Il dibattito è aperto: la speranza che sia breve, come breve speriamo che sia la rinascita del Genio.




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