ANNO 15 n° 305
Eremo della Palanzana: sfratto esecutivo, l'ufficiale giudiziario ''suona'' alle 9
Mario Mancini: ''Non ci resta che sperare di vincere il ricorso in appello''
08/08/2012 - 04:00

Flavia Ludovisi

VITERBO - Le valigie per lasciare l’eremo di Sant’Antonio sono pronte. Ma a non essere ancora pronti sono loro, Mario Mancini&Co, che alla Palanzana lascerebbero un pezzo di cuore. Alle 9 spaccate di oggi l’ufficiale giudiziario e i carabinieri suoneranno il campanello del maestoso cancello dell’ex convento per eseguire lo sfratto. Sfratto che sarebbe dovuto avvenire l’11 luglio scorso ma che è stato materialmente impedito da una folla di fedeli accorsi a sostegno dell’associazione Amici Familia Christi.

“La volta scorsa – ha spiegato Mario Mancini, gestore dell’eremo e presidente dell’associazione – non avevo chiamato nessuno. Ero pronto a consegnare le chiavi. Ma oggi, dopo aver ricevuto l’ennesimo rifiuto da parte dei proprietari della struttura per trovare un accordo, a chi mi ha telefonato per impedire lo sfratto ho risposto che sono i benvenuti. Sono disposto a tutto”.

L’accordo a cui si riferisce Mancini era stato inoltrato all’associazione Alfieri lo scorso 15 luglio. La proposta consisteva, in pratica, in un “Do ut des”: gli attuali residenti dell’eremo erano disposti a lasciare la struttura il 30 settembre (e non l’8 agosto) senza fare storie a patto che i proprietari, nel caso di sconfitta in appello riconsegnasse le chiavi agli Amici Familia Christi. La risposta dei proprietari è stata negativa. Motivo: gli Amici Familia Chrisi si sono sempre rifiutati di fare accordi in precedenza.

“Non è affatto vero – ha commentato Mancini. E’ dal 2007, in realtà, che tentiamo la riconciliazione. Ma hanno sempre avanzato pretese che non potevo accogliere. Mi hanno chiesto, per esempio, di sciogliere l’associazione, ma io sono solo il presidente e anche se mi fossi dimesso sarebbe perpetuata con gli altri nove associati; mi hanno chiesto di rinunciare al comodato d’uso, e anche in questo caso non avrei potuto perché non è intestato a me personalmente, ma sempre agli Amici Familia Christi; mi hanno chiesto di cambiare il tipo di accoglienza e li ho assecondati. Ma dopo si sono tirati indietro perché, ormai, mi hanno detto, mancava la fiducia nei nostri confronti. Più di questo, sono onesto, non ho potuto fare per salvare l’eremo della Palanzana”.

“L’unica speranza – ha concluso – è quella di vincere il ricorso in appello che si discuterà a Roma il prossimo 11 aprile”.

Probabile resistenza dei fedeli che accorreranno questa mattina al civico 33 di strada Palanzana a parte, da oggi le chiavi dell’ex convento torneranno in mano ai proprietari. Il testimone passerà, dunque, da Viterbo a Roma. A cinque sacerdoti, pare, che continueranno, si presuppone, le attività e i gruppi spirituali all’interno della struttura. L’ultima parola, però, spetterà ai giudici d’appello.

 




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