

di Domenico Savino
VITERBO – Un corso per diventare pizzaioli ed esprimere la propria professionalità. E’ stato attivato dalla Provincia di Viterbo e inizia lunedì 30 gennaio presso la scuola alberghiera dell’Itis, per la durata di 120 ore (di cui venti tenute da docenti che si occuperanno della parte teorica, lezioni sull’HCCP, analisi delle tematiche sulle leggi legate alla sicurezza). Le restanti sono curate da un pizzaiolo che ha vinto il titolo di campione del mondo nel 2009 con una pizza dal titolo ''Tuscia''. Si chiama Giuseppe Cravero, napoletano doc che da vent’anni vive a Vetralla e gestisce la pizzeria ''Il Babbà''.
''Il corso è inserito all’interno del programma di orientamento occupazionale Help Job – spiega l’assessore provinciale al lavoro e alla formazione Paolo Bianchini – ed è uno dei sette insieme a quelli di inglese, francese e spagnolo turistico e sottolinea la necessità di formare professionalità di alto livello all’interno di un settore, quello turistico, che è di fondamentale importanza per la nostra provincia. Abbiamo ricevuto 140 domande di partecipazione e l’unico criterio utilizzato è stato quello dell’età. Sono stati presi i più giovani e in tutto ci sono 22 aspiranti pizzaioli''.
Giuseppe Cravero è la persona più indicata per insegnare l’arte culinaria legata alla pizza e sottolinea come ''all’estero il pizzaiolo è un lavoro richiestissimo. La nostra è una vera e propria arte che non si limita alla cottura e al condimento della pizza. C’è tutta una lavorazione che sta alla base e che consente di ottenere un prodotto prelibato. Il mio intento è quello di fare un corso tenendo a mente le specialità del territorio e dirò agli allievi di proporre pizze i cui ingredienti sono prodotti tipici della Tuscia''.
''Ho iniziato a quattordici anni – afferma Cravero - e allora non esisteva la possibilità di approfondire le nostre conoscenze sulla materia. In seguito sono anche nate delle scuole per pizzaioli. Questo corso serve a far capire cosa è il mondo della pizza e il pizzaiolo è un ruolo che è paragonato a quello del cuoco. La clientela è molto esigente, si informa sui quotidiani e sul web ed è alla ricerca di prodotti di qualità. Serve una ottima preparazione di base''.
Il campione del mondo spiega come è strutturato il corso: ''Delle cento ore ne utilizzeremo gran parte per fare pratica senza però dimenticare la teoria con trenta ora dedicate alla spiegazione dei processi di lievitazione, degli impasti, delle farine''.
Pizza e solidarietà: ''Mi piacerebbe che le pizze fatte dai nostri ragazzi - dice Cravero - vengano poi portate alla mensa della Caritas, del Ceis, delle case famiglia per far si che il nostro lavoro non sia fine a se stesso, ma diventi un modo per aiutare che è più in difficoltà''.