

VITERBO – E’ stata l’ennesima tragedia delle povertà e del disagio sociale quella avvenuta durante la notte tra lunedì e martedì a Cura di Vetralla, dove una coppia è morta carbonizzata a causa del rogo che ha distrutto la casa di campagna in cui abitava. Lei, Piera Badini, 57 anni, era del posto; mentre il martito, Roberto Neri, 56 anni, era romano. Tra le fiamme è morto anche il loro cane.
Secondo quanto accertato dai vigili del fuoco, impegnati dall’una di notte fino all’alba di ieri (21 febbraio) per domare le fiamme, ad innescare il rogo sarebbe stato un cortocircuito nell’impianto elettrico, ripristinato (in modo approssimativo e senza alcuna sistema di sicurezza) un paio di anni fa, in seguito ad un altro incendio che aveva semidistrutto il piano superiore del casolare.
“Nel povero alloggio c'era anche una stufa a gas completamente bruciata, ma abbiamo potuto stabilire che l'incendio era divampata in un altro punto”, hanno spiegato gli uomini del Comando Garofalo che, non appena entrati nell’abitazione, hanno subito notato “l'impianto elettrico non a norma”.
A dare l'allarme, intorno all'1,30, è stato un vicino di casa, vigile del fuoco in pensione, preoccupato per il denso fumo che fuoriusciva dalle finestre e dal tetto.
Quando i pompieri sono giunti sul posto per i due non c'era più nulla da fare: la donna è stata trovata con la parte superiore del corpo semi-carbonizzato nei pressi del letto, mentre il marito era riuscito a raggiungere la porta d'ingresso senza però riuscire a
mettersi in salvo.
L'interno della casa è andato completamente distrutto, mentre la struttura esterna non ha subito danni evidenti.
Come accennato all’inizio, la coppia viveva da tempo in condizioni di grave disagio economico: due anni fa, nella loro casa si era verificato un altro incendio che aveva reso inagibile il piano superiore. Da allora si erano trasferiti al pianoterra. “Si tratta di un magazzino che avevano adibito ad abitazione”.
L’immobile è stato posto sotto sequestro per permettere ai carabinieri di svolgere ulteriori verifiche. “Nei prossimi giorni – hanno confermato i militari dell’Arma - effettueremo tutti gli accertamenti tecnici del caso”.
Sebbene la Procura non abbia ancora stabilito l’esecuzione dell’esame autoptico, infine, i cadaveri delle vittime sono stati messi a disposizione dell'autorità' giudiziaria.