ANNO 13 n° 139
''Codex e codificazioni'',
una relazione del professor Sperandio
Il 22 febbraio alle ore 11 presso l'aula magna del liceo Buratti

VITERBO - Nell’ambito delle conferenze organizzate dalla Delegazione viterbese “Raimondo Pesaresi” dell’Associazione Italiana di Cultura Classica, con il patrocinio della Fondazione Carivit, mercoledì 22 febbraio, alle ore 11, il Prof. Marco Urbano Sperandio, Professore Associato di Diritto Romano e Diritti dell’Antichità presso l’Università Roma Tre, terrà nell’Aula Magna del Liceo Ginnasio Statale “Mariano Buratti” una relazione dal titolo: “Codex e codificazioni”.

In una lettera del giugno 1815 indirizzata ad Alessandro I, zar di tutte le Russie, il filosofo Jeremy Bentham impiegava, per la prima volta, il termine «codification»: un neologismo fortunato, entrato nel patrimonio comune del linguaggio giuridico moderno per indicare quel sistema, in cui il ‘codice’ rappresenta la fonte più importante del diritto.

L’esperienza giuridica del mondo antico non conobbe né la ‘codificazione’ né, propriamente, il ‘codice’.

Tuttavia, alla fine del III sec. d.C, il termine codex risulta impiegato in riferimento alle ‘raccolte di costituzioni imperiali’: pur non potendosi escludere che tale uso fosse stato determinato dalla ‘rivoluzione editoriale’ costituita dalla sostituzione del ‘libro’ (codex) al ‘rotolo’ (volumen), la semantica del termine codex induce a ritenere che, con esso, i Romani indicassero, già da epoca risalente, la ‘raccolta di atti ufficiali’.

 

21/02/2012 - 09:47



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