

VITERBO - Un colpo alla libera concorrenza nel settore dell’autoriparazione, più costi per i consumatori. Questi gli effetti dell’articolo 35 del decreto liberalizzazioni sulle norme in materia di Rc Auto, secondo Cna Servizi alla Comunità.
“Siamo favorevoli alle liberalizzazioni, ma in questo caso si limita la libertà di scelta del consumatore e si penalizzano, nella competizione, le carrozzerie indipendenti -affermano Gianfranco Bugiotti e Luca Fanelli, rispettivamente presidente e responsabile provinciale dei Carrozzieri aderenti alla Cna-. In teoria, il consumatore sarebbe libero di scegliere tra il risarcimento in forma specifica, cioè la riparazione gratuita dell’auto presso l’officina convenzionata con la compagnia di assicurazione, e il risarcimento cosiddetto per equivalente, che consiste nel rimborso del danno dalla propria compagnia di assicurazione. In realtà, così non è, perché, in base al decreto, chi opta per il secondo tipo di risarcimento si vedrà decurtato del 30 per cento l’assegno che gli spetta dall’assicurazione”.
“Da anni ci battiamo per il riconoscimento del ruolo delle carrozzerie indipendenti e per una modifica del rapporto con le compagnie di assicurazione, a tutela non solo degli operatori, che, nonostante la crisi, hanno investito in formazione e in tecnologie, ma degli stessi consumatori. Oggi si corre il rischio di tornare indietro. Non possiamo accettarlo. A livello nazionale, la Cna sta dando battaglia affinché questa parte del decreto sia modificata. A nostro avviso -sottolineano Bugiotti e Fanelli- viene violata anche la sentenza 180/2009 della Corte Costituzionale, che ha stabilito la non obbligatorietà del risarcimento diretto, al cui interno si colloca il risarcimento in forma specifica”.