ANNO 15 n° 356
Calcioscommesse - Giorno della verità per Bonucci e Camilli
Attesa per oggi o al massimo domani la sentenza dei giudici federali
08/08/2012 - 04:00

di Domenico Savino

C’è una sottile linea rossa che unisce Piero Camilli e Leonardo Bonucci. E non è soltanto il fatto di essere coinvolti nella vicenda del calcioscommesse o che provengano dalla stessa terra o che abbiamo raccolto successi in ambito calcistico, seppur da posizioni diverse. Il filo che unisce le due posizioni è la medesima accusa (illecito sportivo) e la linea difensiva: entrambi si ritengono estranei ai fatti, si sentono innocenti e hanno deciso di andare a processo fino in fondo, sfidando le richieste del procuratore della Figc Stefano Palazzi: per Camilli 5 anni con proposta di radiazione (e la retrocessione in Lega pro del Grosseto con tre punti di penalizzazione per la società maremmana) e per Bonucci 3 anni e 6 mesi.

Qualora la commissione disciplinare dovesse accettare le richieste del pm sarebbe la loro fine sportiva. Ma hanno deciso di non arrendersi, di proseguire la loro battaglia.

Il caso dell’allenatore della Juventus Antonio Conte ha fatto riflettere tutti: la polemica scatenata dal club bianconero e in particolare dal presidente Andrea Agnelli che ha parlato di giustizia sommaria nel momento in cui non è stato trovato l’accordo con Palazzi per il tecnico ha aumentato ulteriormente l’attenzione sul processo di Roma  perché è una polemica a posteriori: Agnelli avrebbe parlato allo stesso modo se Conte e Palazzi avessero trovato l’accordo? La risposta sarebbe di facile individuazione e il fuoco delle polemiche è ulteriormente divampato. La commissione disciplinare che dovrà giudicare entrambi i casi sarà molto attenta a valutare le posizioni dell’accusa  delle difese. E’ un procedimento che si sta facendo molto complesso e si deve decidere se l’illecito, nei casi di Bonucci e Camilli, è stato commesso.

Quindi tornando ai due ogni mossa sia della difesa che dell’accusa verrà attentamente valutata e serpeggia nelle ultime ore la convinzione che Bonucci possa essere prosciolto, perché le dichiarazioni di Andrea Masiello iniziano ad essere contraddittorie e soprattutto la volontà del giocatore e dei suoi avvocati di non patteggiare e di conseguenza non ammettere qualcosa sta facendo sorgere dubbi tra i giudici che dovranno esaminare il suo caso. Per Camilli può valere lo steso principio: ritenendosi estraneo ai fatti, ha sempre professato la sua innocenza. Inoltre c’è un elemento di diritto che ha sollevato uno dei legali di Camilli, il penalista Bruno: il patron del Grosseto non è neanche stato ascoltato dalla Procura di Cremona che indaga dal punto di vista penale sui fatti imputati a Camilli.

Se non c’è reato penale, l’accusa di Palazzi (che sottintende un reato di truffa) è incongruente. Stesso discorso vale per Bonucci che nell’inchiesta penale di Bari sarà ascoltato in quanto testimone e non indagato (la differenza è sostanziale). Oltretutto Camilli  a Cremona chiederà di costituirsi essere parte civile per il risarcimento danni e si presenterà anche perché ha presentato formale querela per calunnia nei confronti dei suoi accusatori.

Insomma le due tesi sembrano collimare e se nel caso di Bonucci si vocifera del suo possibile proscioglimento, Camilli può iniziare a sperare.




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