ANNO 18 n° 348
''È presto per trarre conclusioni''
L'avvocato della professoressa sospesa dall'insegnamento Giovanni Labate:
''Le indagini sono ancora in corso. La mia assistita contesta ogni accusa''
Ieri il pm ha ascoltato la dirigente scolastica come persona informata dei fatti
25/02/2016 - 09:38

VITERBO – ''È troppo presto per trarre conclusioni ma in ogni caso la mia assistita contesta ogni tipo di accusa''. Così l’avvocato Giovanni Labate, che rappresenta la professoressa di italiano della scuola media di Bagnoregio sospesa dall’insegnamento perché accusata di presunti maltrattamenti nei confronti di un alunno che, a detta dei genitori, avrebbe più volte umiliato e sbeffeggiato di fronte ai compagni. ''Il quadro della situazione non è affatto chiaro, va approfondito. Le indagini sono ancora in corso e infatti, ad oggi, sono stati ascoltati soltanto genitori dello studente''.

 

La donna, 59 anni di cui 28 da insegnante, non è originaria della zona ma di un paese umbro ai confini con la Tuscia e ha iniziato a insegnare alla scuola media di Bagnoregio lo scorso anno scolastico. È stata iscritta nel registro degli indagati per maltrattamenti aggravati nei confronti di un suo alunno a seguito della denuncia presentata in questura dai genitori. Per questo motivo il tribunale di Viterbo ha emesso nei suoi confronti un provvedimento di sospensione dal lavoro a tempo indeterminato.

 

La professoressa ha negato sin dal principio ogni addebito. Accuse gravi, anzi, gravissime ''mai ricevute in 28 anni di carriera'', precisa Labate. ''Nella classe c’erano delle criticità, chiamiamoli comportamenti inusuali o troppo vivaci da parte del ragazzino – continua il legale - , ma che non sono mai sfociati in azioni ed episodi, da parte dell’insegnante, che esulano dal contesto educativo e correzionale come sostiene la famiglia. Vivacità che, in ogni caso, e ci tengo a precisarlo, non legittima nella maniera più assoluta gli episodi descritti dall’accusa che sono poi tutti da verificare''.

 

Ieri nel frattempo Paola Adami, la dirigente scolastica della scuola media dove insegna la 59enne ora sospesa, è stata ascoltata dal pubblico ministero Paola Conti come persona informata dei fatti. Durante il colloquio, durato circa tre ore, la preside ha ribadito di essere venuta a conoscenza degli episodi contestati alla professoressa solo qualche giorno prima che scattasse la sospensione dall’insegnamento. Per questo non avrebbe avuto il tempo materiale di verificare personalmente la situazione e quindi prendere provvedimenti nei suoi confronti.




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